Vittoria pirata alle Europee!

Il nuovo avanza, inesorabile. Come commentare se no il successo (da parte mia abbastanza inaspettato, dato che i numeri sono clamorosi) del Partito Pirata svedese alle recenti elezioni europee? Già, i soliti (…) media tradizionali mi sembra che (al solito) abbiano fatto passare la notizia in secondo se non in terzo piano, ma il 7,1% dei consensi in Svezia sono un risultato che dimostra come in quel paese le idee dei Pirati siano sempre più radicate, e che l’elettorato pirata si faccia sempre più sentire. Le prime elezioni a cui il Piratpartiet partecipò non furono un successo, lo 0,69% ottenuto alle politiche del 2006 non si può dire di certo un bel risultato, considerato che in quel frangente c’era stata pure la spinta dovuta al raid della polizia contro The Pirate Bay, avvenuto poco tempo prima. Ma Rickard Falkvinge, leader e fondatore di Piratpartiet, non si era lasciato impressionare negativamente, racconta Luca Neri nel suo “La Baia dei Pirati: assalto al copyright”. E Rick a quanto pare aveva ragione: Neri, che con il moderno barbarossa ci ha parlato di persona, racconta come quelli del partito pirata fossero molto convinti già all’epoca che le loro idee e il loro partito avrebbero avuto successo, e che bisognasse solo andare avanti e mantenere la rotta, senza farsi influenzare dagli eventi. La formazione politica era ancora molto giovane, alle prime esperienze e anche se la Svezia era ed è l’avanguardia europea nel campo (come non lo potrebbe essere visto che Tpb è svedese???) non si può partire ed ottenere subito risultati clamorosi. Tempo al tempo quindi. Ma sinceramente non credevo ne bastasse così poco. Voglio dire, il 7,1% dei voti è tanto, tanto anche perché il Piratpartiet porta avanti idee solo sul copyright, sui brevetti e sul rispetto per il diritto alla privacy: quindi non è il classico partito a tutto tondo, che punta a governare un paese e che ha idee e una vision su tutti i campi. Il partito pirata è nato per e fa solo quello: lotta al copyright e dintorni. Se il 7 e rotti percento degli svedesi (giovani) ha dato il proprio voto a questa formazione il dato non solo è notevole per quanto detto, ma anche perché l’elettorato come profetizzato si sta espandendo (i nativi digitali al voto, che con il file sharing e il p2p ci sguazzano, sono sempre di più ogni anno che passa) e sta conquistando fette sempre maggiori in un paese come la Svezia attento a queste questioni e alla propria indipendenza democratica. Recentemente la sentenza di condanna per i gestori di Tpb sembrava aver dato una piccola spallata ai fautori del p2p, ma i dubbi sulla bontà della sentenza stessa hanno subito messo in dubbio la vittoria delle major (vittoria peraltro di facciata, Tpb è sempre stato lì, al suo posto e a quanto pare sempre lo sarà). Il giudice che ha emesso la sentenza forse ha legami con l’Associazione Svedese per il Copyright, così potrebbe accadere che il processo ai tre di Tpb sia da rifare. Ma intanto gli Svedesi si sono espressi su come la pensano a riguardo, e quello che hanno detto è che vogliono fortemente una persona al Parlamento Europeo che li rappresenti portando avanti la causa dei Pirati.

The book I’m reading #1: La baia dei pirati

La baia dei pirati - Luca Neri

La baia dei pirati - Luca Neri - Cooper Editore

L’argomento è tutto tranne che nuovo. Ma con questo libro Luca Neri, esperto della materia e giornalista appassionato, ci propone un punto di vista decisamente interessante: sulla violazione del copyright se n’è scritto a valanghe, ma “La baia dei pirati” ci offre il punto di vista e racconta la storia di loro, gli innominabili (loro invece ci tengono ad essere non solo nominati, ma anche proprio chiamati per nome e cognome: rifuggono l’anonimato!) pirati di The Pirate Bay. Nel libro troviamo lo spaccato di storie di gente comune, ragazzi e ragazzotti svedesi che hanno da dire molto circa la violazione sistematica del diritto d’autore: c’è un’ideologia dietro quello che fanno, non sono “scaricatori di porto”, che sfacchinano con il torrente o con il mulo tanto per, senza nemmeno pensarci. No no, la loro è una filosofia di vita. E se leggerete questo libro capirete pure che in Svezia, sede della Baia, la pensano in molti così. Ci hanno fatto pure il partito pirata quelli. Neri è bravo a mio avviso a non concentrare tutto lo scritto sulla spiegazione filosofoca del perché del download illegale, delle ragioni di chi lo fa, ecc, ma riesce a dare un taglio umano a questi temibili briganti che si fanno beffe di major di tutti i tipi, dei loro avvocati e delle sentenze di condanna che piovono loro addosso. Loro, i pirati dico, non sono ragazzini annoiati davanti al pc, che anziché spendere i loro soldi in cd preferiscono l’ebrezza dell’illecito. E nel libro capirete che la Baia è molto più che un modo per fare soldi (pochi peraltro, e se si prendono in considerazione i rischi che si corrono…), e che non è nemmeno un gioco. La Baia è lì perché è maturo il tempo per un sito del genere di stare lì, costantemente sulla rete, a rendere un servizio allo scaricatore incallito e per ricordare che esiste un diritto (secondo alcuni) allo scaricamento. Per ricordare che il diritto d’autore e il copyright una volta, neanche troppo tempo fa, non esistevano. E che un domani potrebbero ricadere nell’oblio.

Aste al ribasso, una breve guida

Fenomeno che recentemente ha assunto sempre più importanza, le aste al ribasso sono un tipo molto, molto particolare di aste, decisamente differenti da quelle a cui tutti siamo abituati usando eBay e company. Ma iniziamo dal principio, e quindi dallo spiegare che cos’è un’asta al ribasso, e chi e come si aggiudica il bene battuto all’asta.

- Cos’è un’asta al ribasso?

L’asta al ribasso è un’asta dove chi vince il bene in palio è l’offerente che fa l’offerta unica più bassa. Concentriamoci sui due termini fondamentali: unica e bassa. L’offerta per essere vincente deve essere unica: questo significa che devo essere il solo ad avere offerto quella cifra per risultare il vincitore dell’asta. Ma questo non basta: devo anche aver fatto l’offerta più bassa (ovviamente in termini monetari).
Esempio pratico: 5 offerenti (che chiameremo A,B,C,D,E); il bene in palio è un televisore del valore di 1499 € (questo valore, elevato, giusto per farvi capire che con le aste al ribasso si possono portare a casa beni di valore cospicuo anche con pochissimi centesimi di €uro). Le loro offerte sono le seguenti:

A: 0,30 €
B: 0,99 €
C: 0,25 €
D: 1,50 €
E: 0,25 €

Chi ha vinto? L’offerente A: infatti ha fatto l’offerta unica più bassa (l’offerta più bassa è stata quella dei concorrenti C ed E, pari a 25 centesimi, ma avendo offerto entrambi la stessa cifra, l’offerta non è unica, quindi non può essere vincente: in sostanza si sono “eliminati” a vicenda). L’offerente A, anche se non ha fatto l’offerta più bassa in termini assoluti, è stato il solo ad offrire 30 centesimi. Anche gli offerenti B e D hanno fatto delle offerte che non sono state replicate da nessuno, ma la loro cifra è più alta di quella di A.
Risultato finale: l’offerente A si aggiudica un televisore del valore di 1499 € con una spesa di solo 3 centesimi di € (+ le spese di partecipazione all’asta, di cui ora dirò)

- Come posso partecipare ad un’asta al ribasso, e quali spese devo sostenere per partecipare?

Scelto il sito di aste al ribasso (su asteribasso.info ne troverete un elenco lunghissimo, che si espande di giorno in giorno) e completata l’iscrizione, siete operativi e potete partecipare all’asta dell’oggetto che desiderate. Per fare un’offerta dovrete però pagare: in genere il costo è di 2 € per offerta, ma siete liberi di fare quante offerte volete (occhio: 2€ x n offerte possono diventare velocemente centinaia di €uro). Altro costo, questa volta opzionale, sono i pacchetti di informazioni utili all’offerente: acquistando, spesso sempre a 2 € a pacchetto, questi strumenti saprete se l’offerta che avete fatto è unica (non se è la più bassa, attenzione, ma solo se è unica). Fare più di un’offerta e acquistare pacchetti di informazioni sono opzioni che sono lasciate alla vostra discrezionalità, ma è chiaro che più offerte faccio più aumentano le mie possibilità di vittoria dell’asta. Se poi ho anche la certezza di aver fatto almeno un’offerta unica, beh so anche che ho qualche speranza concreta di vittoria.
Preciso un punto che potrebbe non essere chiaro: fatta l’offerta, io non so nulla delle offerte degli altri miei “competitors”, posso sapere al massimo se la mia offerta è unica, ma non mi è dato sapere come sono piazzato, se devo rilanciare, se sono in prima posizione e sto vincendo o quant’altro. Il gioco sta proprio qui: non sapendo praticamente nulla, gli offerenti sono incentivati a fare offerte su offerte, e il vincitore emerge ovviamente solo ad asta terminata.

- Ma c’è da fidarsi?

Vedendo premi da migliaia di Euro venduti a pochi centesimi o comunque a prezzi irrisori è chiaro che la domanda sorge spontanea: è mai possibile aggiudicarsi un pc da 1700 € con solo 2,80 €? è la solita truffa? mi stanno prendendo in giro? No. Non si tratta di truffa, e non siamo nemmeno in presenza di magnati in preda ad uno slancio di liberalità senza precedenti. E il perché è presto detto: se ad un asta le offerte (come dimostrato) possono arrivare ad essere anche un migliaio, a 2 € l’una, e se a questa cifra si aggiungono i pacchetti informativi e servizi vari ed eventuali, allora si comprende come il meccanismo delle aste al ribasso si regga in piedi alla grande. Anzi, facendo due conti al volo si comprende come i gestori ci guadagnino belle cifre se l’asta è stata “movimentata”. Oltre ai gestori, è bene ricordarlo, ci guadagna anche chi vince l’asta, dato che fa un vero affare (dipende da quanto ha speso in offerte, pacchetti, e a quante aste ha partecipato senza vincere nulla).

- Asta o lotteria?

La domanda, ora che avete appreso cosa sono le aste al ribasso, come funzionano e quali sono i costi per parteciparvi, è lecita. Molti, fra cui anche associazioni di consumatori importanti come AltroConsumo se lo chiedono: visti i dati emersi da varie ricerche, viste le tecniche che sono state sviluppate da giocatori “professionisti” di aste al ribasso, visti e analizzati in sostanza i meccanismi che stanno al di sotto alle aste al ribasso, sembra che si possa affermare con certezza che più che di aste qui si parli di lotterie, magari più semplici del Lotto o del SuperEnalotto, ma pur sempre lotterie. Perché direte voi? Perché chi come Andrea Gallice, ricercatore dell’Università di Siena, ha analizzato nel profondo questo particolare tipo di aste, ha rilevato come le offerte per un singolo oggetto sono in media mille (contando anche le offerte multiple di ciascun offerente), e che la cifra media che ogni offerente spende può essere anche di 130 € a testa (sempre secondo lo studio di Gallice). Parecchi soldi se si pensa che solo uno poi vince… Considerando poi che in genere a queste aste partecipano dei giocatori “professionisti” (lo sappiamo andando a controllare i nomi dei vincitori delle aste, che per correttezza e affidabilità ogni sito di aste al ribasso è tenuto a pubblicare: alcuni nomi si ripetono con frequenza), che sono molto esperti, che sanno quali offerte fare in base al tipo di bene, che sanno quando farle, allora è chiaro a maggior ragione che le possibilità di vittoria, vuoi per i numeri (la statistica non è un’opinione) vuoi per la natura dei concorrenti, sono basse, e che il sogno di portarsi a casa un televisore da 1499 € con 3 centesimi è si realizzabile, ma ha il suo grado di difficoltà, e anche il suo costo (che potrebbe esulare di molto dai 3 centesimi che sono risultati l’offerta vincente).

- Partecipare o non partecipare, questo è il dilemma…

Parere personale: ponetevi di fronte alle aste al ribasso né in modo troppo entusiasta, né in modo totalmente critico. Usate un approccio “scientifico”:

1. Scelto il bene che volete aggiudicarvi accertatevi di quale sia il suo prezzo reale (in negozio, o in siti di e-commerce)
2. Stabilite la cifra massima che sareste disposti a spendere per quel bene, quindi:
2.1 visto che (spesso) non è l’offerta vincente a determinare il peso maggiore in termini monetari, pensate bene a quante offerte fare, e a quanti pacchetti informativi siete disposti a comprare (guai a farsi prendere la mano con le offerte…)
2.2 stabilite, dato il prezzo pieno del bene, quanto volete risparmiare attraverso l’asta al ribasso (ad esempio se la nostra tv costa 1499 € non è il caso che spendo 1200 € per partecipare all’asta,  ovvio. E non mi sembra nemmeno il caso di giocarmi 130 € in offerte, magari rimanendo poi con un pugno di mosche in mano. L’asta al ribasso deve permettermi di fare veramente un colpaccio. D’altronde si sa che anche al Lotto chi fa le vittorie più belle è chi gioca di tanto in tanto, e con 1 € se ne porta a casa 100, e non chi ogni mese se ne gioca 100 ed è o in perdita o al massimo alla pari, se fortunato…)
3. Tenete sempre presente che tipo di bene avete di fronte, e fate delle offerte proporzionate: forse non riuscirete a portarvi a casa una Porsche con 1 centesimo, ma forse un navigatore satellitare con meno di 50 cents si
4. Fate poche offerte, e mirate: sempre sulla base del tipo di bene potreste magari fare tre offerte, una bassissima (si vince con l’offerta più bassa, ma è chiaro che i centesimi saranno oggetto probabilmente dell’offerta di tutti i partecipanti); poi un’offerta intermedia, che magari potrebbe risultare la più bassa, dato che i cents saranno inflazionati, e poi una un pò più alta, che non si sa mai ma magari (soprattutto se il bene è di lusso) potrebbe risultare comunque vincente
5. Studiate, studiate, studiate: prima la teoria, poi la pratica. Seguite i siti di aste al ribasso, cercate di capire come si vince, il valore dei beni, il prezzo dell’offerta vincente correlato alla tipologia di bene. Poi, solo poi, muovete, timidamente all’inizio, i primi passi
6. Il consiglio più ovvio: scegliete con accuratezza il/i sito/i in cui puntare. Leggete i pareri e i commenti in internet di chi, prima di voi, ha avuto esperienze con le aste al ribasso. Leggete con attenzione i pareri favorevoli,  ma non saltate i commenti negativi. Ricordate che, data la natura di queste aste, il gestore del sito deve essere affidabile, deve fornire informazioni chiare, pubblicare (con tempestività) tutte le info sulle aste concluse, mettervi nella condizione di avere tutte le conoscenze che vi spettano: è un vostro sacrosanto diritto!

Spero che chi leggerà questo post voglia anche commentarlo, aggiungendo pareri, consigli e, sarebbe ottimo e veramente utile per tutti, anche la propria personale esperienza, se ne ha, con le aste al ribasso. Il breve decalogo di regole che vi ho proposto è più una raccolta di principi di buon senso, ma in lotterie come queste è facile farsi prendere la mano, e dimenticare di essere razionali.

Di seguito un link utile per capirne di più:

http://www.pierotofy.it/pages/guide_tutorials/Internet/La_verita_su_Bidplaza_e_sulle_aste_al_ribasso/

Samsung NC10: recensione

Se avete notato su sto blog una buona parte di post riguarda uno dei fenomeni del momento, i netbook. Affamato di news, dettagli tecnici e quant’altro riguardi sti aggeggi mi sono fatto un po’ di cultura a riguardo, così nella giornata di ieri sono stato investito da un caro amico dell’onere e dell’onore di essere il suo personalissmo consulente all’acquisto del suo netbook. La scelta, di cui sono il principale responsabile, e che in caso si rivelasse non buona mi comporterà l’esborso di parecchio denaro (ovviamente sotto forma di birra :D ) è ricaduto su uno dei più quotati net, cioè il Samsung NC10. Ho letto ottime recensioni, anche dalle pagine di PcPro, di questo primo oggettino della casa Coreana, perciò, visto che faceva bella mostra di sè in vetrina, ho puntato l’attenzione dell’acquirente verso quel prodotto piuttosto che verso un classico EeePc di Asus o un Aspire One di Acer. Caratteristiche? In breve: partiamo dal prezzo, che come sapete ritengo opportuno rimanga sui 299 €, ma che in questo caso è di 399 € (ci può stare in sto caso, lo capirete dalla dotazione di bordo). Colori: nero o blu o bianco (quello acquistato è di un sobrio blu scuro, molto professional ma al tempo stesso cool, data la finitura lucida superiore). Display: 10,2 pollici, ottimo per lavorare bene, senza affaticare troppo gli occhi, risoluzione di 1024×600 punti; con i filmati (vedi YouTube) si comporta benissimo, dato lo schermo piccolo e l’alta risoluzione… Chassis: spessore modesto (non gradisco tanto i piedini posteriori, ma in effetti permettono una buona inclinazione della tastiera e sono utili per il ricircolo dell’aria interna); plastiche di ottima qualità, con finiture cromate ai bordi; peso contenuto in 1,3 Kg; presenti led di funzionamento vari, sempre indispensabili e graditi; tastiera buona, copre una superficie che è il 93% di una tastiera standard, quindi risulta usabile anche da chi non ha dita piccole; touchpad piccolo ma anch’esso usabile, con i tasti sotto di esso posizionati al punto giusto (leggermente staccati dalla superficie tattile) e con una buona corsa (non serve il mouse, si riesce a lavorare anche con il touchpad: non ascoltate il commesso che vi vuole vendere il mouse a tutti i costi; poi, ovvio, fate voi…). Ah si, la tastiera ha un trattamento agli ioni d’argento, contro i batteri: in questo caso il commento può essere solo uno: ’sti ca’ !!! :D Tasti funzione (gli Fn) presenti, per regolare luminosità, audio, ecc. attraverso i comodi programmini di gestione, generosamente offerti dal produttore del coso in questione. Ora veniamo al punto: processore Intel Atom (e quale se no?) N270 1,6 Ghz, Chipset Intel 945GSE (grafica ovviamente integrata, che discorsi: GMA950, fino a 128 MB di ram condivisi con quella di sistema), 1 Gb di ram DDR2 667 Mhz (aggiornabili a 2 GB, attenzione però: il pc dispone di un solo slot SoDimm per la ram). Disco rigido convenzionale: 160 Gb, regime di rotazione dei piatti a 5400 giri al minuto. Wireless 802.11 b/g, bluetooth. Fotocamera da 1,3 Mpixel (egregia direi), batteria da 5200 mAh, per una durata di più 4 ore con wireless spento. E ancora: casse stereo, lettore di memory card Sd, SdHc, Mmc; microfono integrato, uscite microfono e cuffie. 3 Usb, una presa Ethernet (no modem interno), 1 uscita video Vga. Nessun lettore dvd o cd, chiaro. Infine: sistema operativo Windows Xp (antismanettoni quindi, se non siete in cerca di esperienze nuove e strane o non siete avvezzi al mondo fuori di Microsoft vi andrà benissimo). Garanzia di 1 anno estendibile (da Euronics: offerta per una kasko di 3 anni a 61 € complessivi). All’uso: molto buono, velocità, anche in fase di boot, soddisfacente; reattività all’interno del sistema operativo nella norma, quindi usabilissimo. Un 8 pieno mi sembra se lo meriti.

La video recensione del Samsung NC10 di PcProfessionale

Di seguito propongo un breve sondaggio:

Wamp: Apache, MySQL e PHP in ambiente Windows

Wamp è un software che uso ormai da alcuni anni per le mie piccole sperimentazioni: offre un web server Apache (per chi non lo sapesse è il web server sul quale girano la maggior parte dei siti web che troviamo nella rete… e non credo serva aggiungere altro sulla sua qualità), un database MySQL (qui parla il fatto che MySQL sia stata acquisita mesi fa da Sun per la bellezza di 1 Miliardo (!!!) di dollari) e uno fra i linguaggi migliori per scrivere siti e applicazioni web: PHP. Il tutto appunto è reso disponibile, attraverso un semplicissimo eseguibile .exe, in un pacchetto della dimensione di soli circa 20 MB. Se siete neofiti e vi state chiedendo: “ma che cacchio ci dovrei fare io con sta cosa?” la risposta è presto data: la versatilità e le possibilità di un pacchetto del genere non credo siano nemmeno enumerabili in un post di poche righe come questo, comunque mi limito a dirvi come lo uso io e cosa mi ha spinto a scoprire questa utilissima applicazione. Innanzitutto: conoscete applicativi come Joomla, WordPress, SugarCRM (e sono solo alcuni, eh?!?!?) ? spero di si, ad ogni modo queste applicazioni, scritte con il linguaggio PHP, necessitano di un database, nella fattispecie MySQL è ottimo, e di un web server che elabori le pagine prima di renderle visibili nel nostro browser. Ecco che installando Wamp nel nostro pc abbiamo risolto in un sol colpo tutti i nostri problemi, sia che vogliamo creare in locale nel nostro computer il nostro nuovo e professionale sito o blog, sia che vogliamo avere un sistema CRM all’avanguardia per la nostra azienda. E il bello, come ho avuto modo di sperimentare, è che è semplice e funzionale creare il nostro sito offline, nel nostro pc, e poi trasferire il database online (previo upload dei file del CMS che stiamo utilizzando, ovvio; a meno che non siamo in una piattaforma stile WordPress.com che ci offre già tutto).
Wamp necessita solo di essere scaricato, installato (serve solo il classico doppio clic sull’icona !!! :D ) e l’ambiente con Apache, MySQL e PHP è pronto. E gli strumenti che abbiamo a disposizione sono resi ancora più funzionali dalla presenza di PHPMyAdmin, una comodissima interfaccia web per il database così possiamo fare operazioni dal browser senza scrivere una riga di SQL, e dalla possibilità di installare anche più versioni del linguaggio PHP, del database MySQL e del web server Apache, nel caso in cui ovviamente ne avessimo bisogno per testare o usare applicativi “particolari”.
Direi che Wamp è la soluzione definitiva per lavorare e testarare applicazioni di grandissima portata. Il tutto nella più assoluta semplicità e sicurezza. Ultima nota di merito: Wamp è distribuito con licenza GPL.

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