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Il videonoleggio? É un servizio web

Forte del suo store iTunes Apple sta spingendo uno dei suoi prodotti meno riusciti di questi ultimi anni: Apple Tv. Nella sua seconda versione ribattezzata “Take 2″ il gadget della Mela morsicata non ha nulla di nuovo a livello hardware, ma a livello software il passo in avanti è notevole, in quanto il nuovo firmware trasforma quello che prima era un semplice apparecchio per portare i contenuti multimediali in streaming dal computer al televisore in una vera appliance stand-alone. Il tutto naturalmente facendo leva sull’offerta del negozio online: la musica è solo una delle componenti, ed essendo il campo di utilizzo di Apple Tv il salotto e la tv in sala è chiaro che è il video che deve fare la parte del leone. Per ripensare il proprio prodotto perciò a Cupertino sono partiti da questo: offrire programmi, film, serie tv, l’accesso a social network quali Youtube per i video e Flickr per le foto, il tutto scaricabile (a pagamento ovvio) o visualizzabile dalla comoda interfaccia di Apple Tv. Il servizio, per ora attivo solo negli Usa :( , mette a disposizione già numerosi titoli: i prezzi sono di 2,99 $ per il noleggio di film “datati” e di 3,99 $ per i film di nuova uscita, il formato è lo standard (Ntsc in Usa); in formato HD (Apple Tv riproduce in formato HD 720p, ottimo se il nostro Tv è almeno HD Ready) il prezzo per il noleggio sale di 1 $ sul prezzo base.
Quello che mi stuzzica di tutta la storia è il nuovo, se così si può dire :| , modello di distribuzione: al di là quindi del prodotto Apple, sul quale si può discutere della reale utilità, è che intravedo degli elementi convincenti comunque nella formula. iTunes è, non serve che lo dica io, uno store completo e l’offerta vasta e qualitativamente elevata è secondo me il primo punto fondamentale, la base di partenza se si vuole avere successo nel campo dell’offerta video (guardando in casa nostra Sky mi sembra un valido esempio…). In questo senso apprezzabile l’offerta anche in formato HD. Secondo, la semplicità: non tutti sanno e hanno voglia di smanettare dietro un pc, e la complessità anche di interfacce grafiche disordinate o troppo sofisticate non giova se si vuole fare breccia fra gli utenti medi (quelli più numericamente rilevanti, in grado quindi di decretare il successo del prodotto). Se i media extender, come vengono usualmente denominati i prodotti di questo tipo, voglio diventare uno standard nei nostri salotti, al pari di videoregistratori prima e di lettori dvd poi, devono essere per forza di cose “a prova di scimmia” :D (mi ci metto anch’io nella categoria eh, non preoccupatevi ;) ). Gli Htpc, i computer da salotto, che qualche anno fa con l’uscita di Windows Media Center erano stati decretati come il futuro dell’elettronica di consumo da salotto, non solo non sembrano aver sfondato, ma pare siano confinati ad una nicchia di soliti esperti, geek e quant’altro, mentre l’utente medio sembra ignorarne bellamente l’esistenza. Terzo, la modalità di offerta: discorsi su Tv on demand e IPTV a parte, la comodità di noleggiare, e decidere (fra il vasto catalogo a disposizione) cosa vedere stando seduti in poltrona è una formula che è chiaramente poco attenta al nostro benessere fisico :P ma ovviamente vincente. La Tv “normale” non offre un granché, e con il Digitale terrestre (canali gratuiti) le cose non migliorano molto. Per elevare la qualità bisogna sborsare cash… allora le possibilità si allargano. L’offerta Apple va in questo senso: anche se non c’è intenzione di competere con le emittenti tv tradizionali, si vuole competere con i videonoleggi offrendo oltre a classici film e serie tv anche qualcosa in più fra i multimedia disponibili online: Youtube, Flickr e podcast contribuiscono con i loro contenuti ad arricchire l’esperienza. L’obiettivo dichiarato è quello di spodestare i dischi (dvd e blu-ray nel futuro).
In definitiva le potenzialità di gadget similari al prodotto di Apple ci sono, e la strada del futuro è quella tracciata da questo tipo di prodotti. Mi convincono meno per ora le offerte di IPTV e Tv on demand come quelle dei Provider telefonici: le vedo come offerte ancora troppo sofisticate, poco ricche quanto a contenuti (anche se anche qui l’offerta è ampia lo so, ma la percezione almeno è questa) e poco conosciute (sono pubblicizzate, ma molti per ora ignorano, preferendo offerte più classiche quali Sky e Mediaset Premium se devono dirigersi verso offerte a pagamento). E poi c’è sempre il vincolo del contratto, che secondo me incide sulla scelta perché i contratti che ci legano alle aziende delle TLC, diciamolo, non sono mai chiarissimi, ma piuttosto complicati e la gente lo sa e se ne guarda…

~ di Halo su 19 Aprile, 2008.

Una Risposta to “Il videonoleggio? É un servizio web”

  1. Io ho trovato una buona proposta di webtv tutta italiana: bonsai.tv che in effetti ha ancora molta strada da fare, ma in termini di look e proposta non è male. Ovvio che non si può paragonare a joost, ma almeno non richiede di far scaricare il software. Entri e guardi la programmazione in diretta. Orgoglio nazionale?

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