Poco tempo fa vi ho parlato di virtualizzazione, citando in breve benefici e possibilità che questa “tecnica” offre a livello professionale e a tutti i geek che per necessità o per curiosità volessero un’unica postazione con più sistemi operativi. Oggi invece vi parlo di un caso pratico, che ho avuto il piacere di sperimentare: VirualBox, di Sun Microsystems (era di Innotek prima dell’acquisizione da parte di Sun). Procediamo con ordine: per prima cosa scarichiamo l’ultima release di VirtualBox, la 1.6 in questo momento, datata 30 Aprile 2008 e quindi molto recente. I miglioramenti di questa ultima release sono davvero importanti andando a spulciare il changelog, ed inoltre è la prima versione che porta in bella mostra il nome di Sun, nuovo proprietario del prodotto (e consapevoli dell’impegno di Sun nel mondo dell’open source confidiamo speranzosi in un futuro prospero per questo progetto
). Fra le cose che più mi hanno colpito, visto le mie esigenze, il pieno supporto a host Mac Os X, oltre ovviamente a svariate versioni di Windows, Linux e OpenSolaris. E infatti sto testando VirtualBox proprio in ambiente Os X, sul mio Mac Mini, con processore Intel, 1 Gb di ram e Hard Disk da 80 Gb. Ho deciso di togliermi lo sfizio e virtualizzare Windows, Xp nella fattispecie. Scaricato e installato il software di virtualizzazione non rimane altro che avviarlo: l’interfaccia grafica è davvero piacevole, completamente tradotta in italiano, semplice e senza fronzoli, aiuta tantissimo a non incasinarsi, a maggior ragione chi è alle prime sperimentazioni. Altra cosa notevole sono le procedure assistite, che intervengono più di qualche volta durante la creazione delle Macchine Virtuali (VM), e che semplificano molto la corretta configurazione delle impostazioni. Avviato quindi VirtualBox, dall’interfaccia scegliamo “Nuova” in alto a sinistra: si apre la procedura guidata attraverso la quale diamo dapprima un nome alla nostra VM, scegliamo il sistema operativo che vogliamo installare (c’è solo l’imbarazzo della scelta
); quindi siamo chiamati ad attribuire la quantità di ram al s.o. che stiamo per installare, nel mio caso con Windows Xp l’impostazione di default era 192 Mb, ma ho optato per 256 Mb nel dubbio. Passo successivo: scelta del Hard Disk (virtuale ovviamente). Qui facciamo click sul pulsante “Nuovo”, si aprirà un’altra procedura guidata che ci condurrà alla creazione del nostro disco rigido virtuale; come “Tipo di Immagine” scegliamo “Ad espansione dinamica”, in modo che il nostro disco virtuale ci sia, ma non occupi appena creato tutto lo spazio che gli allochiamo. Infatti allo step seguente dobbiamo scegliere accanto al nome del file immagine anche la dimensione di quest’ultimo, ovvero la capacità del nostro disco rigido virtuale: io ho impostato 5 Gb per il mio Windows Xp virtualizzato, ma con l’opzione “Ad espansione dinamica” attivata lo spazio fisico occupato realmente nel Hard Disk del mio sistema host, cioè del Mac, è solo lo spazio necessario per quello che ho installato in Xp fino a questo momento, con la possibilità di installare software fino ad un massimo di 5 Gb. Ora quello che rimane da fare è completare le procedure guidate cliccando due volte (complessivamente) sul pulsante “Termina”, e la macchina Virtuale è pronta all’uso. La troviamo nel pannello di sinistra in VirtualBox, con il nome che le abbiamo assegnato: appena creata è spenta, quindi per procedere con la vera e propria installazione del sistema operativo clicckiamo sul pulsante “Avvia”, quello con la freccia verde: prima di avviare però inseriamo il disco del s.o. nel lettore del computer, oppure se avete l’immagine del sistema sul disco rigido del sistema host basta collegare il file immagine al drive virtuale del sistema guest (“Impostazioni” -> sezione CD/DVD-Rom -> “monta lettore Cd/Dvd” -> selezionare “File immagine ISO” e quindi cercate l’ISO sul vostro Hard Disk). Ok? Ora avviate la VM, e l’installazione del vostro nuovo, scintillante, favoloso sistema operativo virtualizzato partirà come per magia
. Se, come è successo a me, la procedura di installazione del s.o. guest vi chiede di formattare l’Hard disk fatelo pure, tanto è il drive virtuale che avete appena creato e quindi è vuoto, e formattate con il file system del sistema che avete scelto. Ultimo avvertimento: visto che quando avrete installato tutto e avrete virtualizzato il nuovo s.o. quest’ultimo si aprirà in VirtualBox in una finestra, con il sistema operativo host in background, è bene che sappiate che per controllare mouse e tastiera fra i due si passa dall’host al guest e viceversa premendo il tasto “Control” di destra, o per il Mac il tasto “Comand” di sinistra. Così potete comodamente switchcciare da un o.s. all’altro senza problemi
.
In definitiva provando un pò il mio nuovo Windows Xp virtualizzato qui sul Mac non posso che dirmi pienamente soddisfatto: Windows è pure veloce, sia ad avviarsi che nell’uso, e Os X non sembra affatto appesantito. Comincio ad apprezzare seriamente i vantaggi della virtualizzazione, anche perché è un secondo eliminare la VM quando non mi servirà più, così come è immediato installare altre VM con altri s.o., magari anche solo per divertirmi a provarli.
VirtualBox è veramente un ottimo software, e il fatto che sia così versatile è molto comodo: considerando che è pure gratis, direi che le sue pecche (io per ora non ne ho viste) sono veniali. Con Sun poi dietro questo progetto, la sicurezza che ci stiamo affidando ad un ottimo software, anche in previsione futura, è totale.
6 Giugno, 2008
Virtualizzazione gratuita con VirtualBox
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