Geekonomist

17 Agosto, 2008

Netbook, la rovina dei produttori?

Archiviato in: mobility, netbook & nettop, tech — Halo @ 6:44 pm
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Il settore dei netbook in questi tempi tira da matti, e tutti i produttori (inclusi i chip-maker) stanno proponendo le loro soluzioni. Si sa, è fondamentale non rimanere esclusi da un segmento di mercato che ha la sua importanza, come quello appunto dei netbook, così come è altrettanto importante da un punto di vista strettamente markettaro avere una gamma di prodotti la più ampia possibile. Non sono però tutte rose e fiori: se il neonato mercato dei netbook va alla grande non bisogna però ritenere con superficialità che il tutto si traduca direttamente in profitti elevati e utili da capogiro per tutti, solo perché la torta è in “rapida espansione”, e quindi c’è ne sempre di più e ad ogni modo c’è ne per tutti. Non è proprio così, e per primi proprio i produttori (OEM) se ne rendono conto. Larry Wu, vice presidente di MSI, spiega a PcProfessionale (nel numero in edicola di Luglio-Agosto) in un interessante articolo sul Computex 2008 cosa significhi il fenomeno netbook per chi li realizza.
Primo punto: come detto la domanda di questi “cosi” è alle stelle, e nessuno può permettersi di rimanere fuori da questo mercato. Come ho già detto in un post precedente Asus è stato il primo produttore ad aprire le porte di questo meraviglioso, nuovo mondo. Ma gli altri non si sono fatti attendere molto, e già oggi (dopo solo 7 mesi dall’arrivo del primo netbook nel nostro mercato) l’offerta è molto ampia. Da considerare poi un particolare: sono tutti pc che, in quanto tali, hanno componenti standard al loro interno, e quindi il prodotto di Asus non differisce molto da quello di Msi che a sua volta non è poi tanto diverso da quello di Acer, e così via.
Secondo punto: i netbook hanno un prezzo di partenza di 299 €, le versioni leggermente più ricche toccano i 399 €, qualcosa in più per quelle ancora un pochino più ricche, ma insomma siamo sempre su cifre basse. Il tutto si traduce ovviamente in margini scarsi per i produttori, che sono così costretti a vendere molto per sopperire a tutti i costi che derivano dall’avere un netbook a listino. E se la domanda è per ora in forte espansione, quando avrà raggiunto un valore di incremento poco significativo le cose saranno più dure per chi vende.
Terzo punto: l’effetto di cannibalizzazione sui notebook di fascia economica. Si, quelli che vedete spesso in offerta al centro commerciale, a 499 o 599 o 699 €. E questi “cosi”, che svolgono più o meno le stesse funzioni di un netbbok chi li vuole più? Costano di più, sono più ingombranti, scaldano un sacco e non hanno neppure una grande autonomia. Un “net” ha tutto e anche di più per certi aspetti, e costa la metà. Dove sta la fregatura per i produttori? Beh, nei notebook i margini sono più consistenti, e la cannibalizzazione fatta dai “net” nei confronti dei “note” non è per niente una buona cosa. Tanto che Larry Wu dice esplicitamente che tutti si augurano che il mercato dei “net” non sfondi la quota del 20% sul totale delle vendite dei sistemi portatili, altrimenti chi guadagna più (o almeno chi fa più gli stessi profitti di prima)? In un mercato fra poco tempo saturo, pieno di concorrenza e caratterizzato da prodotti dai margini risicatissimi come quello nei netbook, è probabile che non ce ne sarà abbastanza per tutti se non si sta attenti. La parolina magica “diversificazione” (lato estetica, funzionalità e rapporto qualità/prezzo) potrà aiutare a sopravvivere? Lo scopriremo a breve. Vedremo se i “net” sono una manna per noi acquirenti e una mezza fregatura per chi li produce.

16 Agosto, 2008

Pico-Itx: la grande idea di Via

Archiviato in: hardware, netbook & nettop, tech — Halo @ 3:32 pm
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Oggi come oggi, chi si interessa di high tech lo sa bene, più che i MegaHertz contano i watt: i record di frequenza delle cpu hanno perso importanza se paragonati ai consumi che i componenti di un pc richiedono. Se guardiamo ai consumi, ponderando la loro importanza con le prestazioni, magari con le dimensioni e con le funzionalità otteniamo netbook e nettop, che di questi tempi sappiamo vanno alla grande. Via Technologies è un chip-maker molto attivo in questo senso, e da tempo mostra particolare attenzione ai consumi con le sue cpu e schede madri, e con molti altri suoi prodotti in genere. Mi sembra si possa dire che la mission dell’azienda sia molto distante da quella dei più famosi chip-maker, Intel e Amd, e Via da questo punto di vista si è ritagliata probabilmente uno spazio tutto suo, tralasciando la rincorsa alle prestazioni in favore di altri fattori “critici”. Ecco quindi che non stupisce che Via proponga Artigo, un barebone con mother board in formato Pico-Itx (che significa che la scheda madre misura appena 10×7,2 cm!), mini pc installabile volendo anche all’interno di un vano per lettori ottici in un normale desktop domestico. Questo kit contiene quasi tutto il necessario, tranne disco rigido e memoria ram, ma per il resto è un pc x86 completo e usabilissimo, con ottime doti (oltre ai consumi bassissimi: 20 watt monitor escluso). La cpu è una Via C7 funzionante ad 1 GHz, la scheda madre è invece una Epia PX-10000 con chipset Via VX700, con grafica integrata ovviamente (Via UniChrome PRO II). Sulla piccola mother board trovano posto anche le porte indispensabili quali Ethernet (rj-45), 4 Usb, 2 Ps/2, 1 Dvi e 1 Seriale. Il kit come detto non comprende però HD e Ram, per i quali ci dobbiamo arrangiare: bastano comunque un normale disco da notebook (da 2,5” Ata) e della ram DDR2 da 533 MHz nel formato SoDimm (da notebook). Artigo viene fornito in un box metallico di colore nero, non troppo sofisticato ma ad ogni modo piacevole a mio giudizio (considerando anche che può appunto finire dentro un normale desktop, e che quindi potrebbe anche non essere in vista). Composto in questo modo il kit, con il disco rigido che viene ospitato nella parte inferiore del box, sotto quindi alla scheda madre e al sistema completo, è tutto pronto per accendere il mini pc.
Artigo va alla grande sia in ambiente Windows Xp che, a maggior ragione, in ambiente Linux: è ottimo come pc secondario e svolge egregiamente le funzioni di base quali navigazione, download (anche attraverso programmi p2p), riproduzione di contenuti multimediali (non in High Definition però: la cpu non regge la sfida :( ). Se si sceglie una distro Linux poi il sistema viaggia alla grande, e non ci sono problemi nel riconoscimento delle periferiche che compongono il sistema, in quanto sono tutte supportate.
Insomma, è di Via a quanto pare il primo vero e proprio Nettop: consumi, dimensioni e funzionalità contenuti, ma grande usabilità, possibilità di personalizzazione (software) ed essenzialità.

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