Geekonomist

25 Dicembre, 2008

Aste al ribasso, una breve guida

Archiviato in: e-commerce, web — Halo @ 7:55 pm
Tags: , , , ,

Fenomeno che recentemente ha assunto sempre più importanza, le aste al ribasso sono un tipo molto, molto particolare di aste, decisamente differenti da quelle a cui tutti siamo abituati usando eBay e company. Ma iniziamo dal principio, e quindi dallo spiegare che cos’è un’asta al ribasso, e chi e come si aggiudica il bene battuto all’asta.

- Cos’è un’asta al ribasso?

L’asta al ribasso è un’asta dove chi vince il bene in palio è l’offerente che fa l’offerta unica più bassa. Concentriamoci sui due termini fondamentali: unica e bassa. L’offerta per essere vincente deve essere unica: questo significa che devo essere il solo ad avere offerto quella cifra per risultare il vincitore dell’asta. Ma questo non basta: devo anche aver fatto l’offerta più bassa (ovviamente in termini monetari).
Esempio pratico: 5 offerenti (che chiameremo A,B,C,D,E); il bene in palio è un televisore del valore di 1499 € (questo valore, elevato, giusto per farvi capire che con le aste al ribasso si possono portare a casa beni di valore cospicuo anche con pochissimi centesimi di €uro). Le loro offerte sono le seguenti:

A: 0,30 €
B: 0,99 €
C: 0,25 €
D: 1,50 €
E: 0,25 €

Chi ha vinto? L’offerente A: infatti ha fatto l’offerta unica più bassa (l’offerta più bassa è stata quella dei concorrenti C ed E, pari a 25 centesimi, ma avendo offerto entrambi la stessa cifra, l’offerta non è unica, quindi non può essere vincente: in sostanza si sono “eliminati” a vicenda). L’offerente A, anche se non ha fatto l’offerta più bassa in termini assoluti, è stato il solo ad offrire 30 centesimi. Anche gli offerenti B e D hanno fatto delle offerte che non sono state replicate da nessuno, ma la loro cifra è più alta di quella di A.
Risultato finale: l’offerente A si aggiudica un televisore del valore di 1499 € con una spesa di solo 3 centesimi di € (+ le spese di partecipazione all’asta, di cui ora dirò)

- Come posso partecipare ad un’asta al ribasso, e quali spese devo sostenere per partecipare?

Scelto il sito di aste al ribasso (su asteribasso.info ne troverete un elenco lunghissimo, che si espande di giorno in giorno) e completata l’iscrizione, siete operativi e potete partecipare all’asta dell’oggetto che desiderate. Per fare un’offerta dovrete però pagare: in genere il costo è di 2 € per offerta, ma siete liberi di fare quante offerte volete (occhio: 2€ x n offerte possono diventare velocemente centinaia di €uro). Altro costo, questa volta opzionale, sono i pacchetti di informazioni utili all’offerente: acquistando, spesso sempre a 2 € a pacchetto, questi strumenti saprete se l’offerta che avete fatto è unica (non se è la più bassa, attenzione, ma solo se è unica). Fare più di un’offerta e acquistare pacchetti di informazioni sono opzioni che sono lasciate alla vostra discrezionalità, ma è chiaro che più offerte faccio più aumentano le mie possibilità di vittoria dell’asta. Se poi ho anche la certezza di aver fatto almeno un’offerta unica, beh so anche che ho qualche speranza concreta di vittoria.
Preciso un punto che potrebbe non essere chiaro: fatta l’offerta, io non so nulla delle offerte degli altri miei “competitors”, posso sapere al massimo se la mia offerta è unica, ma non mi è dato sapere come sono piazzato, se devo rilanciare, se sono in prima posizione e sto vincendo o quant’altro. Il gioco sta proprio qui: non sapendo praticamente nulla, gli offerenti sono incentivati a fare offerte su offerte, e il vincitore emerge ovviamente solo ad asta terminata.

- Ma c’è da fidarsi?

Vedendo premi da migliaia di Euro venduti a pochi centesimi o comunque a prezzi irrisori è chiaro che la domanda sorge spontanea: è mai possibile aggiudicarsi un pc da 1700 € con solo 2,80 €? è la solita truffa? mi stanno prendendo in giro? No. Non si tratta di truffa, e non siamo nemmeno in presenza di magnati in preda ad uno slancio di liberalità senza precedenti. E il perché è presto detto: se ad un asta le offerte (come dimostrato) possono arrivare ad essere anche un migliaio, a 2 € l’una, e se a questa cifra si aggiungono i pacchetti informativi e servizi vari ed eventuali, allora si comprende come il meccanismo delle aste al ribasso si regga in piedi alla grande. Anzi, facendo due conti al volo si comprende come i gestori ci guadagnino belle cifre se l’asta è stata “movimentata”. Oltre ai gestori, è bene ricordarlo, ci guadagna anche chi vince l’asta, dato che fa un vero affare (dipende da quanto ha speso in offerte, pacchetti, e a quante aste ha partecipato senza vincere nulla).

- Asta o lotteria?

La domanda, ora che avete appreso cosa sono le aste al ribasso, come funzionano e quali sono i costi per parteciparvi, è lecita. Molti, fra cui anche associazioni di consumatori importanti come AltroConsumo se lo chiedono: visti i dati emersi da varie ricerche, viste le tecniche che sono state sviluppate da giocatori “professionisti” di aste al ribasso, visti e analizzati in sostanza i meccanismi che stanno al di sotto alle aste al ribasso, sembra che si possa affermare con certezza che più che di aste qui si parli di lotterie, magari più semplici del Lotto o del SuperEnalotto, ma pur sempre lotterie. Perché direte voi? Perché chi come Andrea Gallice, ricercatore dell’Università di Siena, ha analizzato nel profondo questo particolare tipo di aste, ha rilevato come le offerte per un singolo oggetto sono in media mille (contando anche le offerte multiple di ciascun offerente), e che la cifra media che ogni offerente spende può essere anche di 130 € a testa (sempre secondo lo studio di Gallice). Parecchi soldi se si pensa che solo uno poi vince… Considerando poi che in genere a queste aste partecipano dei giocatori “professionisti” (lo sappiamo andando a controllare i nomi dei vincitori delle aste, che per correttezza e affidabilità ogni sito di aste al ribasso è tenuto a pubblicare: alcuni nomi si ripetono con frequenza), che sono molto esperti, che sanno quali offerte fare in base al tipo di bene, che sanno quando farle, allora è chiaro a maggior ragione che le possibilità di vittoria, vuoi per i numeri (la statistica non è un’opinione) vuoi per la natura dei concorrenti, sono basse, e che il sogno di portarsi a casa un televisore da 1499 € con 3 centesimi è si realizzabile, ma ha il suo grado di difficoltà, e anche il suo costo (che potrebbe esulare di molto dai 3 centesimi che sono risultati l’offerta vincente).

- Partecipare o non partecipare, questo è il dilemma…

Parere personale: ponetevi di fronte alle aste al ribasso né in modo troppo entusiasta, né in modo totalmente critico. Usate un approccio “scientifico”:

1. Scelto il bene che volete aggiudicarvi accertatevi di quale sia il suo prezzo reale (in negozio, o in siti di e-commerce)
2. Stabilite la cifra massima che sareste disposti a spendere per quel bene, quindi:
2.1 visto che (spesso) non è l’offerta vincente a determinare il peso maggiore in termini monetari, pensate bene a quante offerte fare, e a quanti pacchetti informativi siete disposti a comprare (guai a farsi prendere la mano con le offerte…)
2.2 stabilite, dato il prezzo pieno del bene, quanto volete risparmiare attraverso l’asta al ribasso (ad esempio se la nostra tv costa 1499 € non è il caso che spendo 1200 € per partecipare all’asta,  ovvio. E non mi sembra nemmeno il caso di giocarmi 130 € in offerte, magari rimanendo poi con un pugno di mosche in mano. L’asta al ribasso deve permettermi di fare veramente un colpaccio. D’altronde si sa che anche al Lotto chi fa le vittorie più belle è chi gioca di tanto in tanto, e con 1 € se ne porta a casa 100, e non chi ogni mese se ne gioca 100 ed è o in perdita o al massimo alla pari, se fortunato…)
3. Tenete sempre presente che tipo di bene avete di fronte, e fate delle offerte proporzionate: forse non riuscirete a portarvi a casa una Porsche con 1 centesimo, ma forse un navigatore satellitare con meno di 50 cents si
4. Fate poche offerte, e mirate: sempre sulla base del tipo di bene potreste magari fare tre offerte, una bassissima (si vince con l’offerta più bassa, ma è chiaro che i centesimi saranno oggetto probabilmente dell’offerta di tutti i partecipanti); poi un’offerta intermedia, che magari potrebbe risultare la più bassa, dato che i cents saranno inflazionati, e poi una un pò più alta, che non si sa mai ma magari (soprattutto se il bene è di lusso) potrebbe risultare comunque vincente
5. Studiate, studiate, studiate: prima la teoria, poi la pratica. Seguite i siti di aste al ribasso, cercate di capire come si vince, il valore dei beni, il prezzo dell’offerta vincente correlato alla tipologia di bene. Poi, solo poi, muovete, timidamente all’inizio, i primi passi
6. Il consiglio più ovvio: scegliete con accuratezza il/i sito/i in cui puntare. Leggete i pareri e i commenti in internet di chi, prima di voi, ha avuto esperienze con le aste al ribasso. Leggete con attenzione i pareri favorevoli,  ma non saltate i commenti negativi. Ricordate che, data la natura di queste aste, il gestore del sito deve essere affidabile, deve fornire informazioni chiare, pubblicare (con tempestività) tutte le info sulle aste concluse, mettervi nella condizione di avere tutte le conoscenze che vi spettano: è un vostro sacrosanto diritto!

Spero che chi leggerà questo post voglia anche commentarlo, aggiungendo pareri, consigli e, sarebbe ottimo e veramente utile per tutti, anche la propria personale esperienza, se ne ha, con le aste al ribasso. Il breve decalogo di regole che vi ho proposto è più una raccolta di principi di buon senso, ma in lotterie come queste è facile farsi prendere la mano, e dimenticare di essere razionali.

Di seguito un link utile per capirne di più:

http://www.pierotofy.it/pages/guide_tutorials/Internet/La_verita_su_Bidplaza_e_sulle_aste_al_ribasso/

14 Dicembre, 2008

Samsung NC10: recensione

Archiviato in: hardware, mobility, netbook & nettop — Halo @ 8:53 pm
Tags: ,

Se avete notato su sto blog una buona parte di post riguarda uno dei fenomeni del momento, i netbook. Affamato di news, dettagli tecnici e quant’altro riguardi sti aggeggi mi sono fatto un po’ di cultura a riguardo, così nella giornata di ieri sono stato investito da un caro amico dell’onere e dell’onore di essere il suo personalissmo consulente all’acquisto del suo netbook. La scelta, di cui sono il principale responsabile, e che in caso si rivelasse non buona mi comporterà l’esborso di parecchio denaro (ovviamente sotto forma di birra :D ) è ricaduto su uno dei più quotati net, cioè il Samsung NC10. Ho letto ottime recensioni, anche dalle pagine di PcPro, di questo primo oggettino della casa Coreana, perciò, visto che faceva bella mostra di sè in vetrina, ho puntato l’attenzione dell’acquirente verso quel prodotto piuttosto che verso un classico EeePc di Asus o un Aspire One di Acer. Caratteristiche? In breve: partiamo dal prezzo, che come sapete ritengo opportuno rimanga sui 299 €, ma che in questo caso è di 399 € (ci può stare in sto caso, lo capirete dalla dotazione di bordo). Colori: nero o blu o bianco (quello acquistato è di un sobrio blu scuro, molto professional ma al tempo stesso cool, data la finitura lucida superiore). Display: 10,2 pollici, ottimo per lavorare bene, senza affaticare troppo gli occhi, risoluzione di 1024×600 punti; con i filmati (vedi YouTube) si comporta benissimo, dato lo schermo piccolo e l’alta risoluzione… Chassis: spessore modesto (non gradisco tanto i piedini posteriori, ma in effetti permettono una buona inclinazione della tastiera e sono utili per il ricircolo dell’aria interna); plastiche di ottima qualità, con finiture cromate ai bordi; peso contenuto in 1,3 Kg; presenti led di funzionamento vari, sempre indispensabili e graditi; tastiera buona, copre una superficie che è il 93% di una tastiera standard, quindi risulta usabile anche da chi non ha dita piccole; touchpad piccolo ma anch’esso usabile, con i tasti sotto di esso posizionati al punto giusto (leggermente staccati dalla superficie tattile) e con una buona corsa (non serve il mouse, si riesce a lavorare anche con il touchpad: non ascoltate il commesso che vi vuole vendere il mouse a tutti i costi; poi, ovvio, fate voi…). Ah si, la tastiera ha un trattamento agli ioni d’argento, contro i batteri: in questo caso il commento può essere solo uno: ’sti ca’ !!! :D Tasti funzione (gli Fn) presenti, per regolare luminosità, audio, ecc. attraverso i comodi programmini di gestione, generosamente offerti dal produttore del coso in questione. Ora veniamo al punto: processore Intel Atom (e quale se no?) N270 1,6 Ghz, Chipset Intel 945GSE (grafica ovviamente integrata, che discorsi: GMA950, fino a 128 MB di ram condivisi con quella di sistema), 1 Gb di ram DDR2 667 Mhz (aggiornabili a 2 GB, attenzione però: il pc dispone di un solo slot SoDimm per la ram). Disco rigido convenzionale: 160 Gb, regime di rotazione dei piatti a 5400 giri al minuto. Wireless 802.11 b/g, bluetooth. Fotocamera da 1,3 Mpixel (egregia direi), batteria da 5200 mAh, per una durata di più 4 ore con wireless spento. E ancora: casse stereo, lettore di memory card Sd, SdHc, Mmc; microfono integrato, uscite microfono e cuffie. 3 Usb, una presa Ethernet (no modem interno), 1 uscita video Vga. Nessun lettore dvd o cd, chiaro. Infine: sistema operativo Windows Xp (antismanettoni quindi, se non siete in cerca di esperienze nuove e strane o non siete avvezzi al mondo fuori di Microsoft vi andrà benissimo). Garanzia di 1 anno estendibile (da Euronics: offerta per una kasko di 3 anni a 61 € complessivi). All’uso: molto buono, velocità, anche in fase di boot, soddisfacente; reattività all’interno del sistema operativo nella norma, quindi usabilissimo. Un 8 pieno mi sembra se lo meriti.

La video recensione del Samsung NC10 di PcProfessionale

Di seguito propongo un breve sondaggio:

Blog su WordPress.com.