E-commerce experience #2: Amazon.it

Posted: 24 agosto, 2011 in Apple, e-commerce
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In cerca di un iPad 1 in offerta, dato che in questo periodo (maggio 2011) sono numerose le catene di elettronica che svendono il modello della prima serie, mi sono imbattuto nell’offerta di Amazon.it praticamente per caso. Era il 16 maggio scorso, e avevo trovato finalmente la mia offerta, o meglio ero finalmente arrivato in tempo anch’io per partecipare all’orgia: iPad 1 versione solo wi-fi, da 32 gb, prezzo 299 €. Unico neo: al momento l’articolo non in magazzino, ma ordinandolo sarei stato ricontattato al più presto con la data di arrivo, di spedizione e di consegna previste. Procedo quindi con l’ordine, ansioso di avere news sulla data di consegna e sperando che tutto andasse a buon fine. E infatti non passano tre giorni che una mail mi informa che il mio iPad sarebbe arrivato fra le mie mani nel giro di un mese, data di consegna prevista fra il 20 e il 23 giugno. Poco male dico, l’importante è che arrivi, amen se ci mette un mese. Passano altri 3 giorni e un’altra mail, dai toni tristi e rammaricati, mi informa che nonostante l’ordine già fatto il prodotto non è più a magazzino e non è possibile recuperarlo: Amazon si scusa ma purtroppo non è possibile farci nulla. Il giorno seguente addirittura mi chiamano per scusarsi, e un ligio operatore mi tiene al telefono per ben dieci minuti continuando a chiedere scusa e sforzandosi di spiegarmi che con 25 mila prodotti a catalogo qualche volta può succedere che le cose non vadano come si vuole, soprattutto se non hai più l’articolo in nessuno dei tuoi numerosi magazzini sparsi in giro e se il fornitore non ti rifornisce più il prodotto. Gli dico che non importa e che non me l’ero presa, capivo benissimo i loro problemi.
L’incredibile però avviene tre giorni più tardi, per l’esattezza un lunedì sera, ore 22.41: altra mail di Amazon, cosa che mi comincia quasi a dare fastidio, anche perché mi aspettavo altre scuse e altre richieste di accertamento sul mio grado di insoddisfazione nei confronti della società dato il disservizio. E invece non riesco a credere ai miei occhi, devo leggere la mail cinque volte per realizzare quello che c’era scritto, passando dall’incredulità alla convinzione di essere vittima di un caso di phishing (dato un link contenuto nella mail), per capire solo con il passare dei minuti che era tutto stranamente vero: c’era stato un’errore di un operatore che incautamente aveva cancellato il mio ordine. Quindi erano pronti a scusarsi e a ridarmi il mal tolto, non prima di avermi pure rimborsato per il disturbo: in soldoni con i miei 299 € avrei avuto al posto dell’iPad 1 wi-fi 32 gb un iPad 1 wi-fi + 3G 64 gb, ovvero il top di gamma (allora venduto ad un prezzo di 649 €, con un buono a mio favore di ben 350 €). Barcollante ho esitato, scettico, che arrivasse il device, o che ci fosse un’errata corrige, insomma stentavo a credere alla notizia. E chi se ne frega se, vera la comunicazione, avrei dovuto aspettare un mese; se tutto fosse andato per il verso giusto avrei fatto sacrifici umani in onore di Amazon.
Due giorni più tardi altra mail: “Azz” mi son detto, ecco che si correggono. Mi aspettavo che mi dicessero “ci sei cascato eh?!?” e invece miracolo numero 2, data di consegna prevista 2 giugno, cioè di li a pochi giorni.
Non ve lo dico neanche a questo punto che il venerato oggetto mi è stato consegnato con ulteriore anticipo, per esattezza il 31 maggio. Così come non vi dico neanche che mi sono macchiato di omicidio nel nome di Amazon. Lo avrete già capito da voi.

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