Geekonomist

19 Aprile, 2008

Il videonoleggio? É un servizio web

Forte del suo store iTunes Apple sta spingendo uno dei suoi prodotti meno riusciti di questi ultimi anni: Apple Tv. Nella sua seconda versione ribattezzata “Take 2″ il gadget della Mela morsicata non ha nulla di nuovo a livello hardware, ma a livello software il passo in avanti è notevole, in quanto il nuovo firmware trasforma quello che prima era un semplice apparecchio per portare i contenuti multimediali in streaming dal computer al televisore in una vera appliance stand-alone. Il tutto naturalmente facendo leva sull’offerta del negozio online: la musica è solo una delle componenti, ed essendo il campo di utilizzo di Apple Tv il salotto e la tv in sala è chiaro che è il video che deve fare la parte del leone. Per ripensare il proprio prodotto perciò a Cupertino sono partiti da questo: offrire programmi, film, serie tv, l’accesso a social network quali Youtube per i video e Flickr per le foto, il tutto scaricabile (a pagamento ovvio) o visualizzabile dalla comoda interfaccia di Apple Tv. Il servizio, per ora attivo solo negli Usa :( , mette a disposizione già numerosi titoli: i prezzi sono di 2,99 $ per il noleggio di film “datati” e di 3,99 $ per i film di nuova uscita, il formato è lo standard (Ntsc in Usa); in formato HD (Apple Tv riproduce in formato HD 720p, ottimo se il nostro Tv è almeno HD Ready) il prezzo per il noleggio sale di 1 $ sul prezzo base.
Quello che mi stuzzica di tutta la storia è il nuovo, se così si può dire :| , modello di distribuzione: al di là quindi del prodotto Apple, sul quale si può discutere della reale utilità, è che intravedo degli elementi convincenti comunque nella formula. iTunes è, non serve che lo dica io, uno store completo e l’offerta vasta e qualitativamente elevata è secondo me il primo punto fondamentale, la base di partenza se si vuole avere successo nel campo dell’offerta video (guardando in casa nostra Sky mi sembra un valido esempio…). In questo senso apprezzabile l’offerta anche in formato HD. Secondo, la semplicità: non tutti sanno e hanno voglia di smanettare dietro un pc, e la complessità anche di interfacce grafiche disordinate o troppo sofisticate non giova se si vuole fare breccia fra gli utenti medi (quelli più numericamente rilevanti, in grado quindi di decretare il successo del prodotto). Se i media extender, come vengono usualmente denominati i prodotti di questo tipo, voglio diventare uno standard nei nostri salotti, al pari di videoregistratori prima e di lettori dvd poi, devono essere per forza di cose “a prova di scimmia” :D (mi ci metto anch’io nella categoria eh, non preoccupatevi ;) ). Gli Htpc, i computer da salotto, che qualche anno fa con l’uscita di Windows Media Center erano stati decretati come il futuro dell’elettronica di consumo da salotto, non solo non sembrano aver sfondato, ma pare siano confinati ad una nicchia di soliti esperti, geek e quant’altro, mentre l’utente medio sembra ignorarne bellamente l’esistenza. Terzo, la modalità di offerta: discorsi su Tv on demand e IPTV a parte, la comodità di noleggiare, e decidere (fra il vasto catalogo a disposizione) cosa vedere stando seduti in poltrona è una formula che è chiaramente poco attenta al nostro benessere fisico :P ma ovviamente vincente. La Tv “normale” non offre un granché, e con il Digitale terrestre (canali gratuiti) le cose non migliorano molto. Per elevare la qualità bisogna sborsare cash… allora le possibilità si allargano. L’offerta Apple va in questo senso: anche se non c’è intenzione di competere con le emittenti tv tradizionali, si vuole competere con i videonoleggi offrendo oltre a classici film e serie tv anche qualcosa in più fra i multimedia disponibili online: Youtube, Flickr e podcast contribuiscono con i loro contenuti ad arricchire l’esperienza. L’obiettivo dichiarato è quello di spodestare i dischi (dvd e blu-ray nel futuro).
In definitiva le potenzialità di gadget similari al prodotto di Apple ci sono, e la strada del futuro è quella tracciata da questo tipo di prodotti. Mi convincono meno per ora le offerte di IPTV e Tv on demand come quelle dei Provider telefonici: le vedo come offerte ancora troppo sofisticate, poco ricche quanto a contenuti (anche se anche qui l’offerta è ampia lo so, ma la percezione almeno è questa) e poco conosciute (sono pubblicizzate, ma molti per ora ignorano, preferendo offerte più classiche quali Sky e Mediaset Premium se devono dirigersi verso offerte a pagamento). E poi c’è sempre il vincolo del contratto, che secondo me incide sulla scelta perché i contratti che ci legano alle aziende delle TLC, diciamolo, non sono mai chiarissimi, ma piuttosto complicati e la gente lo sa e se ne guarda…

4 Marzo, 2008

Blu Ray ha vinto: è sua l’High Definition?

Archiviato in: high definition, video — Halo @ 10:57 pm
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Apro ufficialmente la discussione su questo blog con un post su un accadimento importante nel mondo informatico e dell’elettronica dei giorni scorsi: la definitiva (come volevasi dimostrare) sconfitta dei supporti ottici hd-dvd, e conseguente vittoria del blu ray. La guerra che è nata fra i due formati alternativi mi ha appassionato sin dall’inizio e mi è piaciuto documentarmi e seguire l’evoluzione del conflitto fra i due potenti consorzi in gioco (capeggiati per chi non lo sapesse da Toshiba per hd-dvd e da Sony per blu ray). A parte discussioni tecniche che mi interessano ma solo fino ad un certo punto (e sinceramente da studente di economia non sarei in grado di spiegare esattamente come fuonzionano le due tecnologie), quel che mi interessa davvero è discutere sulle ripercussioni che avrà l’essere rimasti con un solo formato fra i due prima disponibili: prendo spunto in particolare da una discussione apparsa nel blog dell’illustrissimo Giorgio Panzeri (direttore di Pc Professionale, vera Bibbia per l’informatica, le ICT e l’elettronica secondo il mio modestissimo parere ;) ). Il direttore sostiene che questo fatto apparentemente positivo (cioè l’avere ora un solo standard) in realtà comporti l’aver perso un pò di autonomia per noi poveri consumatori, l’aver perso la possibilità di scegliere ed essere ora in una sorta di monopolio a livello di dischi ottici per l’High Definition. Personalmente per come la vedo, e motivo ispiratore di questo post, è che invece sia una buona cosa l’aver messo fine ad una situazione di incertezza costante circa cosa comprare se vogliamo l’HD a casa, ed è solo apparentemente un problema di poco conto. Mi spiego: sono sicuramente fra coloro che sostengono che l’HD sia ancora un miraggio lontano nel nostro paese (e ben poco importa se nei negozi di elettronica si trovano in vendita oramai solo lcd o plasma che sono almeno Hd Ready, e che quindi a livello hardware siamo quasi pronti). Il vero problema non sono se vogliamo neanche i contenuti, che piano piano si stanno diffondendo (vedi Sky HD e vari film che sono usciti negli scorsi mesi o che stanno uscendo in formato HD). Il problema mi sembra sia piuttosto un bisogno non troppo impellente da parte di noi consumatori di Alta Definizione, dato che per prima cosa apprezziamo ancora il (vetusto??? perchè?) DVD, e che per secondo non amiamo (almeno io, ma non credo proprio di essere l’unico) vederci i nostri bellissimi (?) canali televisivi in standard PAL strecciati e stirati sul nostro mega schermo ad elevatissima risoluzione (ricordo per chi non sapesse che il PAL ha risoluzione di 720×576 pixel, l’HD ha due formati con risoluzione rispettivamente di 1280×720 pixel e 1920×1080 pixel). Detto questo, cioè un non vero e proprio bisogno di High Definition, è altrettanto vero che da geek non riesco (neanche volendo) a sottrarmi al fascino del progresso tecnologico, e credo che anche l’HD sia ad ogni modo un bel passo in avanti da fare sicuramente. Ecco quindi che, ricollegandomi a quanto dicevo prima a proposito del post di Panzeri, mi sembra che l’avere ora un solo standard a livello di supporti ottici per l’HD sia la condizione minima necessaria affinchè il consumatore (gli early adopter ovviamente sono sempre un’eccezione) possa adottare a tutti gli effetti l’Alta Definizione e senza troppi timori di fare scelte che poi magari si rivelano sbagliate. E appunto non è cosa di poco conto per il mercato, mi sembra ovvio. Capisco benissimo in ogni caso le ragioni di Panzeri, e mi fido ciecamente della sua esperienza nel campo: ma se quello a cui allude il Direttore è un presunto rischio di ritrovarci (noi consumatori) nelle mani di chi ci costringerà a beccarci l’HD alle proprie condizioni, bhe forse non siamo proprio così indifesi. Alludo ai vari servizi che stanno prendendo piede di video on demand, di noleggio (il caso di Apple con i programmi tv, le serie, i film in Hd su iTunes è solo un esempio). Anzi c’è già chi si chiede se non sia il DVD l’ultimo tipo di supporto ottico a larghissima diffusione. Con buona pace di Sony e della sua vittoria.

Ritornerò sicuramente più avanti sull’argomento del noleggio di video online, fenomeno sicuramente di futuro successo.

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