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		<title>Vittoria pirata alle Europee!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 22:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo avanza, inesorabile. Come commentare se no il successo (da parte mia abbastanza inaspettato, dato che i numeri sono clamorosi) del Partito Pirata svedese alle recenti elezioni europee? Già, i soliti (&#8230;) media tradizionali mi sembra che (al solito) abbiano fatto passare la notizia in secondo se non in terzo piano, ma il 7,1% [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=81&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Il nuovo avanza, inesorabile. Come commentare se no il successo (da parte mia abbastanza inaspettato, dato che i numeri sono clamorosi) del <a href="http://www.piratpartiet.se/international/italiano" target="_blank">Partito Pirata svedese</a> alle recenti elezioni europee? Già, i soliti (&#8230;) media tradizionali mi sembra che (al solito) abbiano fatto passare la notizia in secondo se non in terzo piano, ma il 7,1% dei consensi in Svezia sono un risultato che dimostra come in quel paese le idee dei Pirati siano sempre più radicate, e che l&#8217;elettorato pirata si faccia sempre più sentire. Le prime elezioni a cui il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Pirata" target="_blank">Piratpartiet</a> partecipò non furono un successo, lo 0,69% ottenuto alle politiche del 2006 non si può dire di certo un bel risultato, considerato che in quel frangente c&#8217;era stata pure la spinta dovuta al raid della polizia contro <a href="http://thepiratebay.org/" target="_blank">The Pirate Bay</a>, avvenuto poco tempo prima. Ma Rickard Falkvinge, leader e fondatore di Piratpartiet, non si era lasciato impressionare negativamente, racconta <a href="http://geekonomist.wordpress.com/2009/06/02/the-book-im-reading-1-la-baia-dei-pirati/" target="_blank">Luca Neri nel suo &#8220;La Baia dei Pirati: assalto al copyright&#8221;</a>. E Rick a quanto pare aveva ragione: Neri, che con il moderno barbarossa ci ha parlato di persona, racconta come quelli del partito pirata fossero molto convinti già all&#8217;epoca che le loro idee e il loro partito avrebbero avuto successo, e che bisognasse solo andare avanti e mantenere la rotta, senza farsi influenzare dagli eventi. La formazione politica era ancora molto giovane, alle prime esperienze e anche se la Svezia era ed è l&#8217;avanguardia europea nel campo (come non lo potrebbe essere visto che <a href="http://thepiratebay.org/" target="_blank">Tpb</a> è svedese???) non si può partire ed ottenere subito risultati clamorosi. Tempo al tempo quindi. Ma sinceramente non credevo ne bastasse così poco. Voglio dire, il 7,1% dei voti è tanto, tanto anche perché il Piratpartiet porta avanti idee solo sul copyright, sui brevetti e sul rispetto per il diritto alla privacy: quindi non è il classico partito a tutto tondo, che punta a governare un paese e che ha idee e una vision su tutti i campi. Il partito pirata è nato per e fa solo quello: lotta al copyright e dintorni. Se il 7 e rotti percento degli svedesi (giovani) ha dato il proprio voto a questa formazione il dato non solo è notevole per quanto detto, ma anche perché l&#8217;elettorato come profetizzato si sta espandendo (i nativi digitali al voto, che con il file sharing e il p2p ci sguazzano, sono sempre di più ogni anno che passa) e sta conquistando fette sempre maggiori in un paese come la Svezia attento a queste questioni e alla propria indipendenza democratica. Recentemente la sentenza di condanna per i gestori di Tpb sembrava aver dato una piccola spallata ai fautori del p2p, ma i dubbi sulla bontà della sentenza stessa hanno subito messo in dubbio la vittoria delle major (vittoria peraltro di facciata, Tpb è sempre stato lì, al suo posto e a quanto pare sempre lo sarà). Il giudice che ha emesso la sentenza forse ha legami con l&#8217;Associazione Svedese per il Copyright, così potrebbe accadere che il processo ai tre di Tpb sia da rifare. Ma intanto gli Svedesi si sono espressi su come la pensano a riguardo, e quello che hanno detto è che vogliono fortemente una persona al Parlamento Europeo che li rappresenti portando avanti la causa dei Pirati.</p>
Posted in copyright Tagged: partito pirata, piratpartiet, risultati elezioni europee 2009, the pirate bay <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/81/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=81&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>The book I&#8217;m reading #1: La baia dei pirati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 16:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento è tutto tranne che nuovo. Ma con questo libro Luca Neri, esperto della materia e giornalista appassionato, ci propone un punto di vista decisamente interessante: sulla violazione del copyright se n&#8217;è scritto a valanghe, ma &#8220;La baia dei pirati&#8221; ci offre il punto di vista e racconta la storia di loro, gli innominabili (loro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=77&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_78" class="wp-caption alignleft" style="width: 197px"><img class="size-medium wp-image-78" title="La baia dei pirati" src="http://geekonomist.files.wordpress.com/2009/06/baia.jpg?w=187&#038;h=300" alt="La baia dei pirati - Luca Neri" width="187" height="300" /><p class="wp-caption-text">La baia dei pirati - Luca Neri - Cooper Editore</p></div>
<p>L&#8217;argomento è tutto tranne che nuovo. Ma con questo libro Luca Neri, esperto della materia e giornalista appassionato, ci propone un punto di vista decisamente interessante: sulla violazione del copyright se n&#8217;è scritto a valanghe, ma &#8220;La baia dei pirati&#8221; ci offre il punto di vista e racconta la storia di loro, gli innominabili (loro invece ci tengono ad essere non solo nominati, ma anche proprio chiamati per nome e cognome: rifuggono l&#8217;anonimato!) pirati di The Pirate Bay. Nel libro troviamo lo spaccato di storie di gente comune, ragazzi e ragazzotti svedesi che hanno da dire molto circa la violazione sistematica del diritto d&#8217;autore: c&#8217;è un&#8217;ideologia dietro quello che fanno, non sono &#8220;scaricatori di porto&#8221;, che sfacchinano con il torrente o con il mulo tanto per, senza nemmeno pensarci. No no, la loro è una filosofia di vita. E se leggerete questo libro capirete pure che in Svezia, sede della Baia, la pensano in molti così. Ci hanno fatto pure il partito pirata quelli. Neri è bravo a mio avviso a non concentrare tutto lo scritto sulla spiegazione filosofoca del perché del download illegale, delle ragioni di chi lo fa, ecc, ma riesce a dare un taglio umano a questi temibili briganti che si fanno beffe di major di tutti i tipi, dei loro avvocati e delle sentenze di condanna che piovono loro addosso. Loro, i pirati dico, non sono ragazzini annoiati davanti al pc, che anziché spendere i loro soldi in cd preferiscono l&#8217;ebrezza dell&#8217;illecito. E nel libro capirete che la Baia è molto più che un modo per fare soldi (pochi peraltro, e se si prendono in considerazione i rischi che si corrono&#8230;), e che non è nemmeno un gioco. La Baia è lì perché è maturo il tempo per un sito del genere di stare lì, costantemente sulla rete, a rendere un servizio allo scaricatore incallito e per ricordare che esiste un diritto (secondo alcuni) allo scaricamento. Per ricordare che il diritto d&#8217;autore e il copyright una volta, neanche troppo tempo fa, non esistevano. E che un domani potrebbero ricadere nell&#8217;oblio.</p>
Posted in copyright, libri Tagged: cooper editore, copyright, la baia dei pirati, luca neri, the pirate bay <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/77/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=77&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Aste al ribasso, una breve guida</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 17:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fenomeno che recentemente ha assunto sempre più importanza, le aste al ribasso sono un tipo molto, molto particolare di aste, decisamente differenti da quelle a cui tutti siamo abituati usando eBay e company. Ma iniziamo dal principio, e quindi dallo spiegare che cos&#8217;è un&#8217;asta al ribasso, e chi e come si aggiudica il bene battuto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=63&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Fenomeno che recentemente ha assunto sempre più importanza, le aste al ribasso sono un tipo molto, molto particolare di aste, decisamente differenti da quelle a cui tutti siamo abituati usando eBay e company. Ma iniziamo dal principio, e quindi dallo spiegare che cos&#8217;è un&#8217;asta al ribasso, e chi e come si aggiudica il bene battuto all&#8217;asta.</p>
<h6 style="text-align:justify;">- Cos&#8217;è un&#8217;asta al ribasso?</h6>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;asta al ribasso è un&#8217;asta dove chi vince il bene in palio è l&#8217;offerente che fa l&#8217;offerta unica più bassa. Concentriamoci sui due termini fondamentali: unica e bassa. L&#8217;offerta per essere vincente deve essere unica: questo significa che devo essere il solo ad avere offerto quella cifra per risultare il vincitore dell&#8217;asta. Ma questo non basta: devo anche aver fatto l&#8217;offerta più bassa (ovviamente in termini monetari).<br />
Esempio pratico: 5 offerenti (che chiameremo A,B,C,D,E); il bene in palio è un televisore del valore di 1499 € (questo valore, elevato, giusto per farvi capire che con le aste al ribasso si possono portare a casa beni di valore cospicuo anche con pochissimi centesimi di €uro). Le loro offerte sono le seguenti:</p>
<p style="text-align:justify;">A: 0,30 €<br />
B: 0,99 €<br />
C: 0,25 €<br />
D: 1,50 €<br />
E: 0,25 €</p>
<p style="text-align:justify;">Chi ha vinto? L&#8217;offerente A: infatti ha fatto l&#8217;offerta unica più bassa (l&#8217;offerta più bassa è stata quella dei concorrenti C ed E, pari a 25 centesimi, ma avendo offerto entrambi la stessa cifra, l&#8217;offerta non è unica, quindi non può essere vincente: in sostanza si sono &#8220;eliminati&#8221; a vicenda). L&#8217;offerente A, anche se non ha fatto l&#8217;offerta più bassa in termini assoluti, è stato il solo ad offrire 30 centesimi. Anche gli offerenti B e D hanno fatto delle offerte che non sono state replicate da nessuno, ma la loro cifra è più alta di quella di A.<br />
Risultato finale: l&#8217;offerente A si aggiudica un televisore del valore di 1499 € con una spesa di solo 3 centesimi di € (+ le spese di partecipazione all&#8217;asta, di cui ora dirò)</p>
<h6 style="text-align:justify;">- Come posso partecipare ad un&#8217;asta al ribasso, e quali spese devo sostenere per partecipare?</h6>
<p style="text-align:justify;">Scelto il sito di aste al ribasso (su <a href="http://www.asteribasso.info/" target="_blank">asteribasso.info</a> ne troverete un elenco lunghissimo, che si espande di giorno in giorno) e completata l&#8217;iscrizione, siete operativi e potete partecipare all&#8217;asta dell&#8217;oggetto che desiderate. Per fare un&#8217;offerta dovrete però pagare: in genere il costo è di 2 € per offerta, ma siete liberi di fare quante offerte volete (occhio: 2€ x n offerte possono diventare velocemente centinaia di €uro). Altro costo, questa volta opzionale, sono i pacchetti di informazioni utili all&#8217;offerente: acquistando, spesso sempre a 2 € a pacchetto, questi strumenti saprete se l&#8217;offerta che avete fatto è unica (non se è la più bassa, attenzione, ma solo se è unica). Fare più di un&#8217;offerta e acquistare pacchetti di informazioni sono opzioni che sono lasciate alla vostra discrezionalità, ma è chiaro che più offerte faccio più aumentano le mie possibilità di vittoria dell&#8217;asta. Se poi ho anche la certezza di aver fatto almeno un&#8217;offerta unica, beh so anche che ho qualche speranza concreta di vittoria.<br />
Preciso un punto che potrebbe non essere chiaro: fatta l&#8217;offerta, io non so nulla delle offerte degli altri miei &#8220;competitors&#8221;, posso sapere al massimo se la mia offerta è unica, ma non mi è dato sapere come sono piazzato, se devo rilanciare, se sono in prima posizione e sto vincendo o quant&#8217;altro. Il gioco sta proprio qui: non sapendo praticamente nulla, gli offerenti sono incentivati a fare offerte su offerte, e il vincitore emerge ovviamente solo ad asta terminata.</p>
<h6 style="text-align:justify;">- Ma c&#8217;è da fidarsi?</h6>
<p style="text-align:justify;">Vedendo premi da migliaia di Euro venduti a pochi centesimi o comunque a prezzi irrisori è chiaro che la domanda sorge spontanea: è mai possibile aggiudicarsi un pc da 1700 € con solo 2,80 €? è la solita truffa? mi stanno prendendo in giro? No. Non si tratta di truffa, e non siamo nemmeno in presenza di magnati in preda ad uno slancio di liberalità senza precedenti. E il perché è presto detto: se ad un asta le offerte (come dimostrato) possono arrivare ad essere anche un migliaio, a 2 € l&#8217;una, e se a questa cifra si aggiungono i pacchetti informativi e servizi vari ed eventuali, allora si comprende come il meccanismo delle aste al ribasso si regga in piedi alla grande. Anzi, facendo due conti al volo si comprende come i gestori ci guadagnino belle cifre se l&#8217;asta è stata &#8220;movimentata&#8221;. Oltre ai gestori, è bene ricordarlo, ci guadagna anche chi vince l&#8217;asta, dato che fa un vero affare (dipende da quanto ha speso in offerte, pacchetti, e a quante aste ha partecipato senza vincere nulla).</p>
<h6 style="text-align:justify;">- Asta o lotteria?</h6>
<p style="text-align:justify;">La domanda, ora che avete appreso cosa sono le aste al ribasso, come funzionano e quali sono i costi per parteciparvi, è lecita. Molti, fra cui anche associazioni di consumatori importanti come <a href="http://www.altroconsumo.it/pubblicita/bidplaza-it-asta-al-ribasso-o-lotteria-s196903.htm" target="_blank">AltroConsumo</a> se lo chiedono: visti i dati emersi da varie ricerche, viste le tecniche che sono state sviluppate da giocatori &#8220;professionisti&#8221; di aste al ribasso, visti e analizzati in sostanza i meccanismi che stanno al di sotto alle aste al ribasso, sembra che si possa affermare con certezza che più che di aste qui si parli di lotterie, magari più semplici del Lotto o del SuperEnalotto, ma pur sempre lotterie. Perché direte voi? Perché chi come Andrea Gallice, ricercatore dell&#8217;Università di Siena, ha analizzato nel profondo questo particolare tipo di aste, ha rilevato come le offerte per un singolo oggetto sono in media mille (contando anche le offerte multiple di ciascun offerente), e che la cifra media che ogni offerente spende può essere anche di 130 € a testa (sempre secondo lo studio di Gallice). Parecchi soldi se si pensa che solo uno poi vince&#8230; Considerando poi che in genere a queste aste partecipano dei giocatori &#8220;professionisti&#8221; (lo sappiamo andando a controllare i nomi dei vincitori delle aste, che per correttezza e affidabilità ogni sito di aste al ribasso è tenuto a pubblicare: alcuni nomi si ripetono con frequenza), che sono molto esperti, che sanno quali offerte fare in base al tipo di bene, che sanno quando farle, allora è chiaro a maggior ragione che le possibilità di vittoria, vuoi per i numeri (la statistica non è un&#8217;opinione) vuoi per la natura dei concorrenti, sono basse, e che il sogno di portarsi a casa un televisore da 1499 € con 3 centesimi è si realizzabile, ma ha il suo grado di difficoltà, e anche il suo costo (che potrebbe esulare di molto dai 3 centesimi che sono risultati l&#8217;offerta vincente).</p>
<h6 style="text-align:justify;">- Partecipare o non partecipare, questo è il dilemma&#8230;</h6>
<p style="text-align:justify;">Parere personale: ponetevi di fronte alle aste al ribasso né in modo troppo entusiasta, né in modo totalmente critico. Usate un approccio &#8220;scientifico&#8221;:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>1.</strong> Scelto il bene che volete aggiudicarvi accertatevi di quale sia il suo prezzo reale (in negozio, o in siti di e-commerce)<br />
<strong>2.</strong> Stabilite la cifra massima che sareste disposti a spendere per quel bene, quindi:<br />
<strong>2.1</strong> visto che (spesso) non è l&#8217;offerta vincente a determinare il peso maggiore in termini monetari, pensate bene a quante offerte fare, e a quanti pacchetti informativi siete disposti a comprare (guai a farsi prendere la mano con le offerte&#8230;)<br />
<strong>2.2</strong> stabilite, dato il prezzo pieno del bene, quanto volete risparmiare attraverso l&#8217;asta al ribasso (ad esempio se la nostra tv costa 1499 € non è il caso che spendo 1200 € per partecipare all&#8217;asta,  ovvio. E non mi sembra nemmeno il caso di giocarmi 130 € in offerte, magari rimanendo poi con un pugno di mosche in mano. L&#8217;asta al ribasso deve permettermi di fare veramente un colpaccio. D&#8217;altronde si sa che anche al Lotto chi fa le vittorie più belle è chi gioca di tanto in tanto, e con 1 € se ne porta a casa 100, e non chi ogni mese se ne gioca 100 ed è o in perdita o al massimo alla pari, se fortunato&#8230;)<br />
<strong>3.</strong> Tenete sempre presente che tipo di bene avete di fronte, e fate delle offerte proporzionate: forse non riuscirete a portarvi a casa una Porsche con 1 centesimo, ma forse un navigatore satellitare con meno di 50 cents si<br />
<strong>4.</strong> Fate poche offerte, e mirate: sempre sulla base del tipo di bene potreste magari fare tre offerte, una bassissima (si vince con l&#8217;offerta più bassa, ma è chiaro che i centesimi saranno oggetto probabilmente dell&#8217;offerta di tutti i partecipanti); poi un&#8217;offerta intermedia, che magari potrebbe risultare la più bassa, dato che i cents saranno inflazionati, e poi una un pò più alta, che non si sa mai ma magari (soprattutto se il bene è di lusso) potrebbe risultare comunque vincente<br />
<strong>5.</strong> Studiate, studiate, studiate: prima la teoria, poi la pratica. Seguite i siti di aste al ribasso, cercate di capire come si vince, il valore dei beni, il prezzo dell&#8217;offerta vincente correlato alla tipologia di bene. Poi, solo poi, muovete, timidamente all&#8217;inizio, i primi passi<br />
<strong>6.</strong> Il consiglio più ovvio: scegliete con accuratezza il/i sito/i in cui puntare. Leggete i pareri e i commenti in internet di chi, prima di voi, ha avuto esperienze con le aste al ribasso. Leggete con attenzione i pareri favorevoli,  ma non saltate i commenti negativi. Ricordate che, data la natura di queste aste, il gestore del sito deve essere affidabile, deve fornire informazioni chiare, pubblicare (con tempestività) tutte le info sulle aste concluse, mettervi nella condizione di avere tutte le conoscenze che vi spettano: è un vostro sacrosanto diritto!</p>
<p style="text-align:justify;">Spero che chi leggerà questo post voglia anche commentarlo, aggiungendo pareri, consigli e, sarebbe ottimo e veramente utile per tutti, anche la propria personale esperienza, se ne ha, con le aste al ribasso. Il breve decalogo di regole che vi ho proposto è più una raccolta di principi di buon senso, ma in lotterie come queste è facile farsi prendere la mano, e dimenticare di essere razionali.</p>
<p style="text-align:justify;">Di seguito un link utile per capirne di più:</p>
<p><a href="http://www.pierotofy.it/pages/guide_tutorials/Internet/La_verita_su_Bidplaza_e_sulle_aste_al_ribasso/" target="_blank">http://www.pierotofy.it/pages/guide_tutorials/Internet/La_verita_su_Bidplaza_e_sulle_aste_al_ribasso/</a></p>
Posted in e-commerce, web Tagged: aste al ribasso, asteclick, bidplaza, guida aste al ribasso, youbid <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/63/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=63&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Samsung NC10: recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 18:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mobility]]></category>
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		<description><![CDATA[Se avete notato su sto blog una buona parte di post riguarda uno dei fenomeni del momento, i netbook. Affamato di news, dettagli tecnici e quant&#8217;altro riguardi sti aggeggi mi sono fatto un po&#8217; di cultura a riguardo, così nella giornata di ieri sono stato investito da un caro amico dell&#8217;onere e dell&#8217;onore di essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=55&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Se avete notato su sto blog una buona parte di post riguarda uno dei fenomeni del momento, i netbook. Affamato di news, dettagli tecnici e quant&#8217;altro riguardi sti aggeggi mi sono fatto un po&#8217; di cultura a riguardo, così nella giornata di ieri sono stato investito da un caro amico dell&#8217;onere e dell&#8217;onore di essere il suo personalissmo consulente all&#8217;acquisto del suo netbook. La scelta, di cui sono il principale responsabile, e che in caso si rivelasse non buona mi comporterà l&#8217;esborso di parecchio denaro (ovviamente sotto forma di birra <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ) è ricaduto su uno dei più quotati net, cioè il Samsung NC10. Ho letto ottime recensioni, anche dalle pagine di <a href="http://www.pcprofessionale.it" target="_blank">PcPro</a>, di questo primo oggettino della casa Coreana, perciò, visto che faceva bella mostra di sè in vetrina, ho puntato l&#8217;attenzione dell&#8217;acquirente verso quel prodotto piuttosto che verso un classico EeePc di Asus o un Aspire One di Acer. Caratteristiche? In breve: partiamo dal prezzo, che come sapete <a href="http://geekonomist.wordpress.com/2008/05/12/subnotebook-299-e-ok-il-prezzo-e-giusto/" target="_blank">ritengo opportuno rimanga sui 299 €</a>, ma che in questo caso è di 399 € (ci può stare in sto caso, lo capirete dalla dotazione di bordo). Colori: nero o blu o bianco (quello acquistato è di un sobrio blu scuro, molto professional ma al tempo stesso cool, data la finitura lucida superiore). Display: 10,2 pollici, ottimo per lavorare bene, senza affaticare troppo gli occhi, risoluzione di 1024&#215;600 punti; con i filmati (vedi YouTube) si comporta benissimo, dato lo schermo piccolo e l&#8217;alta risoluzione&#8230; Chassis: spessore modesto (non gradisco tanto i piedini posteriori, ma in effetti permettono una buona inclinazione della tastiera e sono utili per il ricircolo dell&#8217;aria interna); plastiche di ottima qualità, con finiture cromate ai bordi; peso contenuto in 1,3 Kg; presenti led di funzionamento vari, sempre indispensabili e graditi; tastiera buona, copre una superficie che è il 93% di una tastiera standard, quindi risulta usabile anche da chi non ha dita piccole; touchpad piccolo ma anch&#8217;esso usabile, con i tasti sotto di esso posizionati al punto giusto (leggermente staccati dalla superficie tattile) e con una buona corsa (non serve il mouse, si riesce a lavorare anche con il touchpad: non ascoltate il commesso che vi vuole vendere il mouse a tutti i costi; poi, ovvio, fate voi&#8230;). Ah si, la tastiera ha un trattamento agli ioni d&#8217;argento, contro i batteri: in questo caso il commento può essere solo uno: &#8217;sti ca&#8217; !!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Tasti funzione (gli Fn) presenti, per regolare luminosità, audio, ecc. attraverso i comodi programmini di gestione, generosamente offerti dal produttore del coso in questione. Ora veniamo al punto: processore Intel Atom (e quale se no?) N270 1,6 Ghz, Chipset Intel 945GSE (grafica ovviamente integrata, che discorsi: GMA950, fino a 128 MB di ram condivisi con quella di sistema), 1 Gb di ram DDR2 667 Mhz (aggiornabili a 2 GB, attenzione però: il pc dispone di un solo slot SoDimm per la ram). Disco rigido convenzionale: 160 Gb, regime di rotazione dei piatti a 5400 giri al minuto. Wireless 802.11 b/g, bluetooth. Fotocamera da 1,3 Mpixel (egregia direi), batteria da 5200 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milliamperora" target="_blank">mAh</a>, per una durata di più 4 ore con wireless spento. E ancora: casse stereo, lettore di memory card Sd, SdHc, Mmc; microfono integrato, uscite microfono e cuffie. 3 Usb, una presa Ethernet (no modem interno), 1 uscita video Vga. Nessun lettore dvd o cd, chiaro. Infine: sistema operativo Windows Xp (antismanettoni quindi, se non siete in cerca di esperienze nuove e strane o non siete avvezzi al mondo fuori di Microsoft vi andrà benissimo). Garanzia di 1 anno estendibile (da Euronics: offerta per una kasko di 3 anni a 61 € complessivi). All&#8217;uso: molto buono, velocità, anche in fase di boot, soddisfacente; reattività all&#8217;interno del sistema operativo nella norma, quindi usabilissimo. Un 8 pieno mi sembra se lo meriti.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.pcprofessionale.it/2008/10/27/la-recensione-video-del-netbook-samsung-nc10/" target="_blank">La video recensione del Samsung NC10 di PcProfessionale</a></p>
<p style="text-align:justify;">Di seguito propongo un breve sondaggio:</p>
<p style="text-align:justify;"><a name="pd_a_1200008"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container1200008" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/1200008.js"></script>
		<noscript>
		<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1200008/">View This Poll</a><br/><span style="font-size:10px;"><a href="http://answers.polldaddy.com">answers</a></span>
		</noscript></p>
Posted in hardware, mobility, netbook &amp; nettop Tagged: netbook, samsung nc10 <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=55&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Wamp: Apache, MySQL e PHP in ambiente Windows</title>
		<link>http://geekonomist.wordpress.com/2008/10/26/wamp-apache-mysql-e-php-in-ambiente-windows/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 18:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wamp è un software che uso ormai da alcuni anni per le mie piccole sperimentazioni: offre un web server Apache (per chi non lo sapesse è il web server sul quale girano la maggior parte dei siti web che troviamo nella rete&#8230; e non credo serva aggiungere altro sulla sua qualità), un database MySQL (qui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=53&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.wampserver.com/en/" target="_blank">Wamp</a> è un software che uso ormai da alcuni anni per le mie piccole sperimentazioni: offre un <a href="http://httpd.apache.org/" target="_blank">web server Apache</a> (per chi non lo sapesse è il web server sul quale girano la maggior parte dei siti web che troviamo nella rete&#8230; e non credo serva aggiungere altro sulla sua qualità), un <a href="http://www-it.mysql.com/" target="_blank">database MySQL</a> (qui parla il fatto che MySQL sia stata <a href="http://geekonomist.wordpress.com/2008/06/28/ma-quanto-vale-lopen-source/" target="_blank">acquisita mesi fa da Sun per la bellezza di 1 Miliardo (!!!) di dollari</a>) e uno fra i linguaggi migliori per scrivere siti e applicazioni web: <a href="http://www.php.net/" target="_blank">PHP</a>. Il tutto appunto è reso disponibile, attraverso un semplicissimo eseguibile .exe, in un pacchetto della dimensione di soli circa 20 MB. Se siete neofiti e vi state chiedendo: &#8220;ma che cacchio ci dovrei fare io con sta cosa?&#8221; la risposta è presto data: la versatilità e le possibilità di un pacchetto del genere non credo siano nemmeno enumerabili in un post di poche righe come questo, comunque mi limito a dirvi come lo uso io e cosa mi ha spinto a scoprire questa utilissima applicazione. Innanzitutto: conoscete applicativi come <a href="http://www.joomla.it/" target="_blank">Joomla</a>, <a href="http://www.wordpress-it.it/" target="_blank">WordPress</a>, <a href="http://www.sugarcrm.com/crm/" target="_blank">SugarCRM</a> (e sono solo alcuni, eh?!?!?) ? spero di si, ad ogni modo queste applicazioni, scritte con il linguaggio PHP, necessitano di un database, nella fattispecie MySQL è ottimo, e di un web server che elabori le pagine prima di renderle visibili nel nostro browser. Ecco che installando Wamp nel nostro pc abbiamo risolto in un sol colpo tutti i nostri problemi, sia che vogliamo creare in locale nel nostro computer il nostro nuovo e professionale sito o blog, sia che vogliamo avere un sistema CRM all&#8217;avanguardia per la nostra azienda. E il bello, come ho avuto modo di sperimentare, è che è semplice e funzionale creare il nostro sito offline, nel nostro pc, e poi trasferire il database online (previo upload dei file del CMS che stiamo utilizzando, ovvio; a meno che non siamo in una piattaforma stile WordPress.com che ci offre già tutto).<br />
Wamp necessita solo di essere scaricato, installato (serve solo il classico doppio clic sull&#8217;icona !!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ) e l&#8217;ambiente con Apache, MySQL e PHP è pronto. E gli strumenti che abbiamo a disposizione sono resi ancora più funzionali dalla presenza di PHPMyAdmin, una comodissima interfaccia web per il database così possiamo fare operazioni dal browser senza scrivere una riga di SQL, e dalla possibilità di installare anche più versioni del linguaggio PHP, del database MySQL e del web server Apache, nel caso in cui ovviamente ne avessimo bisogno per testare o usare applicativi &#8220;particolari&#8221;.<br />
Direi che Wamp è la soluzione definitiva per lavorare e testarare applicazioni di grandissima portata. Il tutto nella più assoluta semplicità e sicurezza. Ultima nota di merito: Wamp è distribuito con licenza GPL.</p>
Posted in open source, software, web Tagged: apache, joomla, mysql, php, sugarcrm, wamp, wordpress <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/53/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=53&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un netbook da Apple?</title>
		<link>http://geekonomist.wordpress.com/2008/10/13/un-netbook-da-apple/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 21:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visti i successi commerciali dei netbook un pò tutti i principali produttori si sono proposti sul mercato con almeno un modello di pc portatile minimalista. L&#8217;idea di scrivere un post su un possibile &#8220;net&#8221; della Mela morsicata mi frullava in testa da tempo, anche perché potrebbe non essere un&#8217;idea così scontatamente stupida, e anche perché [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=51&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Visti i successi commerciali dei netbook un pò tutti i principali produttori si sono proposti sul mercato con almeno un modello di pc portatile minimalista. L&#8217;idea di scrivere un post su un possibile &#8220;net&#8221; della Mela morsicata mi frullava in testa da tempo, anche perché potrebbe non essere un&#8217;idea così scontatamente stupida, e anche perché <a href="http://www.melablog.it/post/6990/evento-apple-notebook-confermato-per-il-14-ottobre" target="_blank">domani si vocifera verrà presentato il MacBook</a> meno costoso della storia (si parla di 600€). Mi sono trovato a pensare più di qualche volta se da Mac User e da Geek provetto non desiderassi un prodotto del tipo Eee Pc ma in versione supercarrozzata e dotato di quel qualcosa in più, di quel certo &#8220;non so che&#8221; che solo Apple sa dare&#8230; e la risposta è stata: &#8220;No, se fossi in Steve Jobs non lo farei&#8221;. Bestemmie a parte (&#8220;&#8230;se fossi in Steve Jobs&#8221; intendo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ) a mente fredda non mi sembra ci siano motivi che potrebbero rendere appetibile per Apple entrare in un settore che si, tira da matti, e che potenzialmente lo farà ancora per lungo tempo (il settore è molto giovane, si trova in una fase di forte espansione), ma che ha i suoi contro per i produttori (e nel caso specifico di Apple, di contro ne ha di più rispetto ad altri offerenti). Mi riferisco anzitutto a quanto detto in <a href="http://geekonomist.wordpress.com/2008/08/17/netbook-la-rovina-dei-produttori/" target="_blank">qualche post fa</a>, circa (parola del vice presidente di MSI) la scarsissima redditività dei netbook, del problema del cannibalismo dei &#8220;net&#8221; nei confronti dei notebook tradizionali, ai quali nel caso di Apple si aggiunge a mio modesto avviso anche un problema di immagine ed uno di convenienza  ad offrire questo tipo di prodotto. A parte redditività e cannibalismo dei quali ho già trattato, e per Apple non cambierebbe il discorso nella sostanza, se penso all&#8217;immagine che la società di Jobs vanta, mi fa pensare l&#8217;idea di un &#8220;net&#8221; con la mela addosso: non sto dicendo che l&#8217;Eee Pc, o l&#8217;Aspire One o il Wind Pc non siano ottimi prodotti, ma ci sono dei limiti e dei &#8220;problemini&#8221; che vanno oltre il solo dire: &#8220;mi accontento, costa solo 299€ e non è stato concepito nemmeno per dare di più&#8230;&#8221; . Il disco rigido ad esempio è un tallone d&#8217;Achille per questi dispositivi: i Solid State Disk montati a bordo degli Eee e soci non sono né veloci come dovrebbero, né consumano poco come dovrebbero, né hanno spazio a sufficienza. I dischi tradizionali (vedi Wind Pc) sono anche capienti ma comportano un costo finale del prodotto più elevato&#8230; insomma mi sorgono dei dubbi: sarei disposto, e chiedo anche a voi, sareste disposti ad un prodotto Apple che ha delle limitazioni (qualitative in un certo senso) evidenti e marcate? L&#8217;immagine di Apple per me ne sarebbe un pò sporcata&#8230; Secondo punto: conviene ad Apple avere a catalogo un netbook? Risposta ancora negativa secondo me. Se le voci di corridoio trovano conferma, il MacBook economico da 600€ potrebbe riferirsi ad un modello con display piccolo, ma non per questo il sistema dovrebbe essere un &#8220;net&#8221;: potrebbe essere una rivisitazione del iBook da 12&#8243;, tanto agognato da molti in questi anni duranti i quali è scomparso dai listini. La scelta sarebbe molto più azzeccata credo, perché le rinunce in termini prestazionali, di materiali e qualitative non dovrebbero essere troppo elevate (non costerebbe mica 299 o 399€ come un Eee in fin dei conti) e perché Apple riuscirebbe a mantenere un&#8217;immagine migliore attraverso un prodotto migliore di un &#8220;net&#8221; a bassissimo costo, e anche perché appunto un iBook da 12&#8243; riveduto, corretto e offerto ad un prezzo giusto (si, credo che 600-650€ per un piccolo portatile della Mela ci stiano) andrebbe a colmare una lacuna presente nella gamma e farebbe la felicità di tanti; se ci pensiamo un piccolo Mac portatile oggi costa, ben che vada, circa 1000€, e del MacBook Air che è il principe della portabilità non si può neanche parlare visto il prezzo! Insomma io un netbook della Apple forse non lo prenderei, da Apple voglio e mi aspetto di più: nessuna limitazione e nessun compromesso. Ma l&#8217;iBook da 12&#8243;, io, me lo sogno ancora la notte <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
Posted in Apple, netbook &amp; nettop Tagged: Apple, ibook, macbook, netbook, portatili apple <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=51&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>VirtualBox 2.0: distribuisci presto, distribuisci spesso&#8230;</title>
		<link>http://geekonomist.wordpress.com/2008/09/16/virtualbox-20-distribuisci-presto-distribuisci-spesso/</link>
		<comments>http://geekonomist.wordpress.com/2008/09/16/virtualbox-20-distribuisci-presto-distribuisci-spesso/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 21:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di VirtualBox vi avevo già parlato. Ottimo strumento per virtualizzare sistemi operativi, gratuito, multipiattaforma, e con alle spalle un&#8217;azienda solida e affidabile (per la qualità dei prodotti) come Sun Microsystems. Mi tengo costantemente aggiornato sullo stato di sviluppo di questo software in quanto lo uso sul mio Mac per avere a disposizione anche Windows Xp [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=49&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di <a href="http://www.virtualbox.org/" target="_blank">VirtualBox</a> <a href="http://geekonomist.wordpress.com/2008/06/06/virtualizzazione-gratuita-con-virtualbox/" target="_blank">vi avevo già parlato</a>. Ottimo strumento per virtualizzare sistemi operativi, gratuito, multipiattaforma, e con alle spalle un&#8217;azienda solida e affidabile (per la qualità dei prodotti) come Sun Microsystems. Mi tengo costantemente aggiornato sullo stato di sviluppo di questo software in quanto lo uso sul mio Mac per avere a disposizione anche Windows Xp e Ubuntu Linux per lavorare anche con gli strumenti offerti per questi altri due s.o., nonché per fare le mie prove da buon geek <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  . Le recenti settimane sono state molto intense per VirtualBox: sono state rilasciate le nuove versioni del ramo 1.6 e si è giunti al rilascio anche della nuova major version, la 2.0, seguita dopo qualche giorno dal rilascio della prima maintenance version (la 2.0.2). La cosa mi ha fatto subito pensare alle parole di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Steven_Raymond" target="_blank">Eric Steven Raymond</a> autore de &#8220;<a href="http://it.wikisource.org/wiki/La_cattedrale_e_il_bazaar" target="_blank">La cattedrale e il bazaar&#8221;</a>, nel quale, trattando di Open Source, si ricordava come fosse importante per questo modello di sviluppo di software offrire costantemente alla comunità i risultati del lavoro svolto, sia per rendere manifesti i contributi sia per incentivare la partecipazione: <a href="http://it.wikisource.org/wiki/La_cattedrale_e_il_bazaar/Distribuire_presto_e_spesso" target="_blank">distribuire presto e spesso, appunto</a>. Dalle parti di Innotek (azienda che sviluppava originariamente VirtualBox, prima della sua acquisizione da parte di Sun) devono aver accolto in pieno i dogmi di Raymond. Sembra infatti che l&#8217;impulso allo sviluppo e alla pubblicazione sia molto forte, anche perché ci sarà tutto l&#8217;interesse di Sun a contrastare prodotti per la virtualizzazione più blasonati (specialmente per Mac) come Parallels e (il campionissimo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ) VMware. Sun quindi sembra stia cercando di spostare il consenso degli utenti verso la sua piattaforma, anche perché se di soldi a livello di privati non se ne vedono con VirtualBox, ben a livello professionale (con consulenze, supporto e quant&#8217;altro) il giro di affari è interessante; e far conoscere a livello di privati un prodotto ottimo come VB potrebbe spostare anche delle attenzioni a livello professionale (e in ogni caso VB è utile a Sun anche per non consegnare fette di mercato eccessive ai competitors, che già godono di posizioni forti). Da notare come nella versione 2 sia stata migliorata anche l&#8217;integrazione con Mac OS X Leopard, chiaro segno che si punta forte sui Mac user&#8230; le funzionalità nuove sono interessanti (<a href="http://www.virtualbox.org/wiki/Changelog" target="_blank">vedi changelog</a>) anche se per esperienza personale già quanto offerto nelle precedenti release era ottimo e più che sufficiente (su tutte: supporto a numerosi s.o. sia come host che come guest).<br />
Apprezzabilissimo quindi l&#8217;impegno di Sun e comunity che ci offrono uno strumento completo e completamente gratuito, costantemente aggiornato (se vanno avanti così ci faran venire il mal di testa <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':|' class='wp-smiley' />  ), funzionale, usabile e affidabile. Da 10 e lode! Thanxx guys <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  !!!</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/geekonomist.wordpress.com/49/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/geekonomist.wordpress.com/49/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=49&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di Chrome, dei rapporti con Mozilla e del futuro di WebKit</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 21:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed eccolo. Se ne parlava da anni, si sapeva che qualcosa bolliva in pentola. Poi te lo sfoderano così, quando meno te lo aspetti. Ed è subito clamore, gente che si prende a cazzotti per scriverne la prima recensione. Insomma è il fenomeno Big G. Il solito, a cui ci hanno abituato quelli di Mountain [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=43&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Ed eccolo. Se ne parlava da anni, si sapeva che qualcosa bolliva in pentola. Poi te lo sfoderano così, quando meno te lo aspetti. Ed è subito clamore, gente che si prende a cazzotti per scriverne la prima recensione. Insomma è il fenomeno Big G. Il solito, a cui ci hanno abituato quelli di Mountain View. Ma al di là dell&#8217;ennesimo software per navigare nel web, cos&#8217;è <a href="http://www.google.com/chrome" target="_blank">Chrome</a>? Perché saprete che Google era da mo&#8217; che finanziava Mozilla, che grazie a Firefox era ed è il più grande &#8220;rompi uova nel paniere&#8221; di Microsoft. E ora? Che si fa? Basta dindi a Mozilla? Tanto Google ora è automunita contro IE&#8230; no, non sarà così, almeno fino a Novembre 2011 (accordo da poco rinnovato). E in ogni caso (non che sia un problema da nulla per Mozilla) non credo verrà meno dall&#8217;oggi al domani il supporto di Google. Ma ci sono aspetti molto più interessanti di quelli sollevati dal vil denaro. Domande che tutti ci stiamo ponendo sono: Firefox che futuro potrà avere? cioè: continuerà imperturbato nella sua ascesa alla gloria (non mi passa nemmeno per la testa che FF non abbia futuro, o che sia destinato lentamente all&#8217;oblio. Balle) o Chrome, Safari, Opera e il solito IE faranno regredire le sue (sudate) quote di utilizzo tanto tenacemente raggiunte (con Chrome causa prima dei mali di FF)? Il fatto che Chrome utilizzi come motore di rendering WebKit cosa significa? che FF e il suo Gecko avranno vita più dura dei concorrenti nel progredire con lo sviluppo? Non dimentichiamo che dietro WebKit (che è anch&#8217;esso Open Source, con tutti i vantaggi del caso) ci sono aziende come Apple (che appunto lo usa per Safari) e ora anche Google. La community che sviluppa WebKit ora si amplierà ancora di più, con significativo incremento di capacità di innovazione e sviluppo, forte delle sponsorizzazioni eccellenti? Mozilla rimarrà sola? <a href="http://john.jubjubs.net/2008/09/01/thoughts-on-chrome-more/" target="_blank">John Lilly, CEO di Mozilla rassicura</a>. Ricorda che in fin dei conti la concorrenza, per di più se libera e leale come quella fra prodotti e &#8220;sistemi&#8221; Open può solo fare del bene. E, dice sempre Lilly, la mission di Mozilla è poi quella di rendere il web libero. Non sarà di certo un nuovo sfidante di uno dei prodotti a farli desistere dall&#8217;andare avanti a vele spiegate come al solito.<br />
Cercando di essere razionali, come al solito per quanto mi è concesso (in quanto semplice utonto <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ), c&#8217;è da dire che Chrome innanzitutto non è diretto concorrente di FF. E forse di nessuno dei browser a cui siamo abituati. Sarà solo agli esordi, ma è molto stringato, essenziale. Non che sia un male, anzi è quanto di sicuro gli ingegneri di Google vogliono. E anche molti utenti (forse qui potrebbero iniziare i problemi per FF &amp; Co). Sforzandosi con la razionalità poi, si potrebbe dire che la community dietro Mozilla è solida, partecipata e partecipativa: non verrà meno agli impegni presi. E che WebKit, anche se potrà godere di un&#8217;accelerazione nello sviluppo, nell&#8217;implementazione di funzionalità e nell&#8217;incremento della qualità, potrà solo far bene come concorrente a tutti i prodotti che non lo usano, che saranno chiamati a migliorarsi sempre di più e sempre più velocemente: i vantaggi sono tutti per noi utenti, la concorrenza lavora a nostro vantaggio.<br />
Gli interrogativi sono tanti, e non mi vengono in mente neanche tutti&#8230; ma quello che mi affascina/preoccupa (forse stupidamente, non so) è proprio WebKit: sarà lo stato dell&#8217;arte fra i motori di rendering per i browser del futuro? azzardato a dirsi, ma i rapporti di forza che sta modificando, il supporto di aziende di primo piano di cui gode, il fatto che sia Open Source&#8230; non è che darà una mazzata a FF e a tutti, con unico vincente Microsoft, con il suo zoccolo duro di gente che usa IE perché non gli frega na mazza di FF e altri browser? La mia razionalità limitata non mi permette di spingermi oltre per ora. Ma sento che qualcosa di grosso succederà. Credo che assisteremo all&#8217;inizio di un nuovo, importante cambiamento.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/geekonomist.wordpress.com/43/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/geekonomist.wordpress.com/43/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=43&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Netbook, la rovina dei produttori?</title>
		<link>http://geekonomist.wordpress.com/2008/08/17/netbook-la-rovina-dei-produttori/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 16:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore dei netbook in questi tempi tira da matti, e tutti i produttori (inclusi i chip-maker) stanno proponendo le loro soluzioni. Si sa, è fondamentale non rimanere esclusi da un segmento di mercato che ha la sua importanza, come quello appunto dei netbook, così come è altrettanto importante da un punto di vista strettamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=40&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Il settore dei netbook in questi tempi tira da matti, e tutti i produttori (inclusi i chip-maker) stanno proponendo le loro soluzioni. Si sa, è fondamentale non rimanere esclusi da un segmento di mercato che ha la sua importanza, come quello appunto dei netbook, così come è altrettanto importante da un punto di vista strettamente markettaro avere una gamma di prodotti la più ampia possibile. Non sono però tutte rose e fiori: se il neonato mercato dei netbook va alla grande non bisogna però ritenere con superficialità che il tutto si traduca direttamente in profitti elevati e utili da capogiro per tutti, solo perché la torta è in “rapida espansione”, e quindi c’è ne sempre di più e ad ogni modo c’è ne per tutti. Non è proprio così, e per primi proprio i produttori (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Original_Equipment_Manufacturer" target="_blank">OEM</a>) se ne rendono conto. Larry Wu, vice presidente di <a href="http://www.msi-computer.it/" target="_blank">MSI</a>, spiega a <a href="http://www.pcprofessionale.it/" target="_blank">PcProfessionale </a>(nel numero in edicola di Luglio-Agosto) in un interessante articolo sul <a href="http://www.computextaipei.com.tw/" target="_blank">Computex 2008</a> cosa significhi il fenomeno netbook per chi li realizza.<br />
Primo punto: come detto la domanda di questi “cosi” è alle stelle, e nessuno può permettersi di rimanere fuori da questo mercato. Come ho già detto in un post precedente Asus è stato il primo produttore ad aprire le porte di questo meraviglioso, nuovo mondo. Ma gli altri non si sono fatti attendere molto, e già oggi (dopo solo 7 mesi dall’arrivo del primo netbook nel nostro mercato) l’offerta è molto ampia. Da considerare poi un particolare: sono tutti pc che, in quanto tali, hanno componenti standard al loro interno, e quindi il prodotto di <a href="http://www.asus.it/products.aspx?l1=24&amp;l2=164" target="_blank">Asus</a> non differisce molto da quello di <a href="http://global.msi.com.tw/index.php?func=prodpage2&amp;maincat_no=135&amp;cat2_no=582" target="_blank">Msi</a> che a sua volta non è poi tanto diverso da quello di <a href="http://www.acer.it/public/page4.do?link=oln56.redirect&amp;dau22.oid=40796&amp;UserCtxParam=0&amp;GroupCtxParam=0&amp;dctx1=11&amp;CountryISOCtxParam=IT&amp;LanguageISOCtxParam=it&amp;ctx3=-1&amp;ctx4=Italia&amp;crc=2450016449" target="_blank">Acer</a>, e così via.<br />
Secondo punto: i netbook hanno un prezzo di partenza di 299 €, le versioni leggermente più ricche toccano i 399 €, qualcosa in più per quelle ancora un pochino più ricche, ma insomma siamo sempre su cifre basse. Il tutto si traduce ovviamente in margini scarsi per i produttori, che sono così costretti a vendere molto per sopperire a tutti i costi che derivano dall’avere un netbook a listino. E se la domanda è per ora in forte espansione, quando avrà raggiunto un valore di incremento poco significativo le cose saranno più dure per chi vende.<br />
Terzo punto: l’effetto di cannibalizzazione sui notebook di fascia economica. Si, quelli che vedete spesso in offerta al centro commerciale, a 499 o 599 o 699 €. E questi “cosi”, che svolgono più o meno le stesse funzioni di un netbbok chi li vuole più? Costano di più, sono più ingombranti, scaldano un sacco e non hanno neppure una grande autonomia. Un “net” ha tutto e anche di più per certi aspetti, e costa la metà. Dove sta la fregatura per i produttori? Beh, nei notebook i margini sono più consistenti, e la cannibalizzazione fatta dai “net” nei confronti dei “note” non è per niente una buona cosa. Tanto che Larry Wu dice esplicitamente che tutti si augurano che il mercato dei “net” non sfondi la quota del 20% sul totale delle vendite dei sistemi portatili, altrimenti chi guadagna più (o almeno chi fa più gli stessi profitti di prima)? In un mercato fra poco tempo saturo, pieno di concorrenza e caratterizzato da prodotti dai margini risicatissimi come quello nei netbook, è probabile che non ce ne sarà abbastanza per tutti se non si sta attenti. La parolina magica “diversificazione” (lato estetica, funzionalità e rapporto qualità/prezzo) potrà aiutare a sopravvivere? Lo scopriremo a breve. Vedremo se i “net” sono una manna per noi acquirenti e una mezza fregatura per chi li produce.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/geekonomist.wordpress.com/40/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/geekonomist.wordpress.com/40/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/geekonomist.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/geekonomist.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/geekonomist.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/geekonomist.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/geekonomist.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/geekonomist.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/geekonomist.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/geekonomist.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/geekonomist.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/geekonomist.wordpress.com/40/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=40&subd=geekonomist&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Pico-Itx: la grande idea di Via</title>
		<link>http://geekonomist.wordpress.com/2008/08/16/pico-itx-la-grande-idea-di-via/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 13:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Halo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi come oggi, chi si interessa di high tech lo sa bene, più che i MegaHertz contano i watt: i record di frequenza delle cpu hanno perso importanza se paragonati ai consumi che i componenti di un pc richiedono. Se guardiamo ai consumi, ponderando la loro importanza con le prestazioni, magari con le dimensioni e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=geekonomist.wordpress.com&blog=3023491&post=35&subd=geekonomist&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Oggi come oggi, chi si interessa di high tech lo sa bene, più che i MegaHertz contano i watt: i record di frequenza delle cpu hanno perso importanza se paragonati ai consumi che i componenti di un pc richiedono. Se guardiamo ai consumi, ponderando la loro importanza con le prestazioni, magari con le dimensioni e con le funzionalità otteniamo netbook e nettop, che di questi tempi sappiamo vanno alla grande. <a href="http://www.via.com.tw/en/index.jsp" target="_blank">Via Technologies</a> è un chip-maker molto attivo in questo senso, e da tempo mostra particolare attenzione ai consumi con le sue cpu e schede madri, e con molti altri suoi prodotti in genere. Mi sembra si possa dire che la mission dell’azienda sia molto distante da quella dei più famosi chip-maker, Intel e Amd, e Via da questo punto di vista si è ritagliata probabilmente uno spazio tutto suo, tralasciando la rincorsa alle prestazioni in favore di altri fattori “critici”. Ecco quindi che non stupisce che Via proponga <a href="http://www.via.com.tw/en/products/embedded/artigo/" target="_blank">Artigo</a>, un barebone con mother board in formato Pico-Itx (che significa che la scheda madre misura appena 10&#215;7,2 cm!), mini pc installabile volendo anche all’interno di un vano per lettori ottici in un normale desktop domestico. Questo kit contiene quasi tutto il necessario, tranne disco rigido e memoria ram, ma per il resto è un pc x86 completo e usabilissimo, con ottime doti (oltre ai consumi bassissimi: 20 watt monitor escluso). La cpu è una Via C7 funzionante ad 1 GHz, la scheda madre è invece una Epia PX-10000 con chipset Via VX700, con grafica integrata ovviamente (Via UniChrome PRO II). Sulla piccola mother board trovano posto anche le porte indispensabili quali Ethernet (rj-45), 4 Usb, 2 Ps/2, 1 Dvi e 1 Seriale. Il kit come detto non comprende però HD e Ram, per i quali ci dobbiamo arrangiare: bastano comunque un normale disco da notebook (da 2,5” Ata) e della ram DDR2 da 533 MHz nel formato SoDimm (da notebook). Artigo viene fornito in un box metallico di colore nero, non troppo sofisticato ma ad ogni modo piacevole a mio giudizio (considerando anche che può appunto finire dentro un normale desktop, e che quindi potrebbe anche non essere in vista). Composto in questo modo il kit, con il disco rigido che viene ospitato nella parte inferiore del box, sotto quindi alla scheda madre e al sistema completo, è tutto pronto per accendere il mini pc.<br />
Artigo va alla grande sia in ambiente Windows Xp che, a maggior ragione, in ambiente Linux: è ottimo come pc secondario e svolge egregiamente le funzioni di base quali navigazione, download (anche attraverso programmi p2p), riproduzione di contenuti multimediali (non in High Definition però: la cpu non regge la sfida <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  ). Se si sceglie una distro Linux poi il sistema viaggia alla grande, e non ci sono problemi nel riconoscimento delle periferiche che compongono il sistema, in quanto sono tutte supportate.<br />
Insomma, è di Via a quanto pare il primo vero e proprio Nettop: consumi, dimensioni e funzionalità contenuti, ma grande usabilità, possibilità di personalizzazione (software) ed essenzialità.</p>
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