Un netbook da Apple?

Visti i successi commerciali dei netbook un pò tutti i principali produttori si sono proposti sul mercato con almeno un modello di pc portatile minimalista. L’idea di scrivere un post su un possibile “net” della Mela morsicata mi frullava in testa da tempo, anche perché potrebbe non essere un’idea così scontatamente stupida, e anche perché domani si vocifera verrà presentato il MacBook meno costoso della storia (si parla di 600€). Mi sono trovato a pensare più di qualche volta se da Mac User e da Geek provetto non desiderassi un prodotto del tipo Eee Pc ma in versione supercarrozzata e dotato di quel qualcosa in più, di quel certo “non so che” che solo Apple sa dare… e la risposta è stata: “No, se fossi in Steve Jobs non lo farei”. Bestemmie a parte (“…se fossi in Steve Jobs” intendo :D ) a mente fredda non mi sembra ci siano motivi che potrebbero rendere appetibile per Apple entrare in un settore che si, tira da matti, e che potenzialmente lo farà ancora per lungo tempo (il settore è molto giovane, si trova in una fase di forte espansione), ma che ha i suoi contro per i produttori (e nel caso specifico di Apple, di contro ne ha di più rispetto ad altri offerenti). Mi riferisco anzitutto a quanto detto in qualche post fa, circa (parola del vice presidente di MSI) la scarsissima redditività dei netbook, del problema del cannibalismo dei “net” nei confronti dei notebook tradizionali, ai quali nel caso di Apple si aggiunge a mio modesto avviso anche un problema di immagine ed uno di convenienza  ad offrire questo tipo di prodotto. A parte redditività e cannibalismo dei quali ho già trattato, e per Apple non cambierebbe il discorso nella sostanza, se penso all’immagine che la società di Jobs vanta, mi fa pensare l’idea di un “net” con la mela addosso: non sto dicendo che l’Eee Pc, o l’Aspire One o il Wind Pc non siano ottimi prodotti, ma ci sono dei limiti e dei “problemini” che vanno oltre il solo dire: “mi accontento, costa solo 299€ e non è stato concepito nemmeno per dare di più…” . Il disco rigido ad esempio è un tallone d’Achille per questi dispositivi: i Solid State Disk montati a bordo degli Eee e soci non sono né veloci come dovrebbero, né consumano poco come dovrebbero, né hanno spazio a sufficienza. I dischi tradizionali (vedi Wind Pc) sono anche capienti ma comportano un costo finale del prodotto più elevato… insomma mi sorgono dei dubbi: sarei disposto, e chiedo anche a voi, sareste disposti ad un prodotto Apple che ha delle limitazioni (qualitative in un certo senso) evidenti e marcate? L’immagine di Apple per me ne sarebbe un pò sporcata… Secondo punto: conviene ad Apple avere a catalogo un netbook? Risposta ancora negativa secondo me. Se le voci di corridoio trovano conferma, il MacBook economico da 600€ potrebbe riferirsi ad un modello con display piccolo, ma non per questo il sistema dovrebbe essere un “net”: potrebbe essere una rivisitazione del iBook da 12″, tanto agognato da molti in questi anni duranti i quali è scomparso dai listini. La scelta sarebbe molto più azzeccata credo, perché le rinunce in termini prestazionali, di materiali e qualitative non dovrebbero essere troppo elevate (non costerebbe mica 299 o 399€ come un Eee in fin dei conti) e perché Apple riuscirebbe a mantenere un’immagine migliore attraverso un prodotto migliore di un “net” a bassissimo costo, e anche perché appunto un iBook da 12″ riveduto, corretto e offerto ad un prezzo giusto (si, credo che 600-650€ per un piccolo portatile della Mela ci stiano) andrebbe a colmare una lacuna presente nella gamma e farebbe la felicità di tanti; se ci pensiamo un piccolo Mac portatile oggi costa, ben che vada, circa 1000€, e del MacBook Air che è il principe della portabilità non si può neanche parlare visto il prezzo! Insomma io un netbook della Apple forse non lo prenderei, da Apple voglio e mi aspetto di più: nessuna limitazione e nessun compromesso. Ma l’iBook da 12″, io, me lo sogno ancora la notte :D

Apple: una politica criticabile

In questi giorni vi sarà capitato, come è capitato a me, di ricevere una notifica da Apple Software Update (se avete installato iTunes nel vostro pc è probabile che abbiate già confidenza con questo programmino per la gestione degli aggiornamenti dei software della mela): sono disponibili le nuove versioni di iTunes, di QuickTime e di Safari (il browser made in Cupertino). Dove sta il problema? Beh se avete letto qualche post di blog che trattano di web e tecnologia sapete già dove andrò a parare. Anzi lo stesso CEO di Mozilla, John Lilly, s’è preso la briga di dire la sua sul tema. Ma andiamo per ordine: che Apple distribuisca gli aggiornamenti con il suo Updater è cosa buona e giusta, non ci sono dubbi. Ma la cosa che ha fatto incazzare arrabbiare non poco molti utenti (anche Maccari come chi vi scrive) è la modalità con cui si è deciso di “spacciare” un software non richiesto. Aggiorno il mio iTunes, il mio QuickTime, ma che ci fa ora Safari nel mio pc? Certo, non sono obbligato a installarlo, basta un minimo di attenzione in fase di notifica degli aggiornamenti, togliere il segno di spunta alla voce relativa al browser e installare solo quello che desideriamo aggiornare. Ma è la modalità con la quale Apple ha deciso di dare una mano alla diffusione del suo software per la navigazione che ha fatto storcere il naso a molti, e a gridare alla non correttezza della pratica da parte del CEO Mozilliano. Il metodo secondo alcuni richiama infatti da vicino quello usato per la diffusione di malware, e da Apple dico io proprio non me l’aspettavo una caduta di stile. Si certo, per alcuni è non solo uno dei tanti metodi validi per proporre il proprio prodotto (propinare mi sembra il termine tecnico più adatto) ma anzi un diritto di Apple, anzi un’ottima idea, una furbata per diffondere a dovere Safari. Non so come la pensiate, ma io da Apple mi aspetto di più, è una caduta di stile non certo grave, ma questa strategia molto “push”, con un software che non hai esplicitamente richiesto che te lo ritrovi nel pc senza nemmeno accorgerti se non stai attento, è forse una piccola macchia ma che denota una scelta, una propensione per una filosofia non troppo trasparente verso il consumatore. Le grandi aziende ci hanno abituato a pressioni di tale tipo. Microsoft insegna, e pare che anche a suon di multe multi milionarie a Redmond non riescano (o non abbiano interesse) a cambiare radicalmente e a lasciare liberi i nostri nuovi pc da Media Player e da Internet Explorer. E che Apple abbia tutte le convenienze del caso a installare in quanti più sistemi possibili i suoi software è altrettanto ovvio. Rimane solo il pensiero di un utente comune che si chiede se non sia più elegante e corretto vincere sul campo, promuovendo il proprio prodotto per la sua bontà e per la forza delle idee che sottende (ogni riferimento a Firefox è puramente casuale :D ) più che perché me lo trovo già installato nel computer. Ma d’altronde cosa volete che siano eleganza e correttezza, business is business…

P.S.: ho pensato ancora all’argomento dopo aver scritto quanto sopra e prima di pubblicare questo post. Sono giunto alla conclusione che probabilmente la mossa di Apple è dovuta ad una delusione circa la diffusione di Safari: ve lo ricordate Steve Jobs quando alla WWDC del 2007 annunciava, tra le altre novità, Safari anche per piattaforma Windows? E vi ricordate che cosa disse? Che Safari sarebbe diventato il secondo (dopo Internet Explorer n.d.r.) browser web quanto ad utilizzatori (e molti lessero fra le righe, dai dati che Jobs proponeva, che Firefox sarebbe stato presto mandato nel dimenticatoio, grazie proprio all’ipotetico mega successo di Safari…). Attuale scenario: Firefox è al 28% di utenti in Europa (e siamo sempre di più ;) ) mentre Safari fra gli utenti Windows non sembra fare presa (non certo quanto FF). Che lo Zio stia rosicando?