Geekonomist

12 Maggio, 2008

Subnotebook: 299 €? Ok il prezzo è giusto

Archiviato in: hardware, mobility, tech — Halo @ 11:43 pm
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Il successo in continua ascesa dell’Asus Eeepc è l’emblema. Il fatto che a cascata dopo AsusTek anche altri produttori si siano buttati nel segmento ne è la conferma. Che Intel poi abbia investito e stia presentando soluzioni ad hoc per questa piattaforma conferma quanto era nell’aria: i nostri notebook in futuro saranno piccolissimi, poco costosi, li porteremo sempre con noi, consumeranno poco e avranno di conseguenza grande autonomia. Saranno connessi sempre ad internet (le connessioni HSDPA oggi e il WiMax e l’LTE domani dovrebbero aiutare in questo senso) e avranno prestazioni di tutto rispetto anche se su questo ultimo punto forse si potrebbe obiettare (personalmente non mi aspetto di giocare, fare grafica o videoediting con un mini notebook, non fosse altro per il monitor micro). Ma questo non penso sia la questione sulla quale concentrarsi: questi “piccoli” sono stati concepiti per la mobilità e per darci una mano nel fare in piena libertà operazioni quali la navigazione nel web, la consultazione della posta e la produttività personale; e per il futuro non penso le cose cambino. Comunque il recente IDF di Intel ha schiarito ulteriormente le idee, come se ce ne fosse bisogno: sono rimasto colpito dalla nuova piattaforma Atom e Centrino Atom, che promettono e renderanno effetiva una grande potenza e autonomia dei nostri futuri subnotebook. Processori piccolissimi, con capacità senza precedenti (e non solo per il calcolo appunto). Le richieste dei vari OEM sono alle stelle per questo ennesimo chip di successo della casa di Santa Clara, e si stima che la domanda in relazione alla capacità produttiva di Intel possa essere evasa inizialmente solo per il 40%. Asus mi sembra che goda dei vantaggi del “first mover” in questo senso, e la prossima generazione di EeePc (non la 900, che sta uscendo in questo periodo e che adotta ancora una cpu Celeron, ma quella che verrà dopo, con schermo da 10 pollici) dovrebbe adottare proprio Atom come cpu. Pochi giorni fa MSI ha presentato il suo “Wind”, con il quale cercherà di ritagliarsi una fetta della torta, per ora monopolizzata dal gioiellino di Asus (e dico io: come si fa a non essersi accorti prima di una domanda latente di subnotebook di questo tipo? Sono felice per Asus, l’unica che ha avuto l’intelligenza e il coraggio di fare il passo e “creare” questo nuovo segmento; l’attuale monopolio se lo merita tutto, vediamo cosa si inventeranno per cercare pure di mantenerlo). Se c’è una cosa da cui diffiderei però e che balza agli occhi se si guarda all’offerta dei vari marchi è il prezzo: già, occhio al prezzo, mi raccomando. Non fatevi allettare dal processore poco più potente, dalla memoria maggiore, dallo schermo leggermente più grande: cose utili certamente, ma non vale la pena di spendere cifrone (e MSI arriva fino a 700 € per il suo Wind) per un pc che comunque non deve farvi girare Photoshop, Crysys o Adobe Premiere. Usando il buon senso si capisce, mi sembra, che il prezzo adeguato è 299 €, e spendere anche 100 € in più secondo me è inutile. La possibilità di avere un pc del genere a 299 € non bisogna sprecarla, e se proprio non si vuole rinunciare all’optional che lo rende un pò più performante bisogna anche pensare che con il lancio di nuove versioni (come appunto la nuova serie 900 al posto della 701 per l’EeePc) si potrebbe trovare qualche offerta, e che se non si trova la concorrenza che si sta aprendo e che vuole sabotare il monopolio di Asus dovrebbe agire in questo senso. Per conto mio comprate il subnotebook della marca che volete (tanto i componenti più o meno sono quelli) ma non fatevi prendere dall’aspetto emozionale :D : per EeePc e company il prezzo giusto è 299 €.

8 Marzo, 2008

Quando Asus fa le veci di Apple

Archiviato in: hardware, mobility, tech — Halo @ 2:21 pm
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L’enorme successo dell’ eeePc di Asus (per info su cosa sto parlando leggi l’ottimo post di Giovy e quest’articolo di Punto Informatico) ha attirato non poco l’attenzione di tantissimi, nel web e non solo. Le vendite sono state oramai talmente tante che probabilmente la stessa AsusTek è rimasta spiazzata (il presidente dell’azienda non più tardi di due settimane fa ha annunciato che la produzione è stata sospesa per qualche giorno per mancanza di alcuni componenti!). Mi sorge spontanea quindi la domanda: ma il motivo di questo successo è solo il prezzo (299 €)? Premetto che ho avuto la fortuna di provare un esemplare, cosa non proprio scontata in questo periodo neanche nel nostro Paese. Il piccolo ultraportatile è veramente carino, anche esteticamente. Le plastiche, la tastiera, il monitor sono buoni considerando che il tutto viene offerto ad un prezzo bassissimo. Le soluzioni hardware implementate non sono di livello eccelso ma apprezzabili comunque (mi sentirei in colpa personalmente con sto prezzo a pretendere di più), e chi si lamenta del monitor troppo piccolo, del disco troppo poco capiente (solo 4 gb sono pochini, ma apprezzo molto la decisione di montare un SSD) o del processore non troppo performante non ha che da attendere lo speed bump annunciato da qualche giorno. Ad ogni modo guardando al successo riscosso credo tutti si siano ben adattati alle “ristrettezze” offerte dell’eeePc, apprezzando invece la portabilità estrema e capendo facilmente che l’ambito di utilizzo del gioiellino è quello della navigazione e della produttività personale in tutte le condizioni di mobilità (la confezione, completissima, include già una second skin, giusto per essere immediatamente operativi e portare il pc in ogni dove :) ). Ma tornando alla domanda del perché di una accettazione del mercato tanto favorevole, se non solo legata al prezzo vantaggioso, mi veniva da pensare che in realtà la grande idea messa in campo da Asus sia la fusione di svariate future apprezzabili da tutte le categorie di consumatori, smanettoni in primis :D , e basta vedere tutto il clamore del web, i post su post nei quali oramai chiunque si è sbizzarrito a fare di tutto con l’eeePc per capire. Senza nemmeno considerare caratteristiche di successo che si percepiscono a colpo d’occhio, quali appunto prezzo, mobilità estrema, autonomia, la prima di queste fortunate future è sicuramente la scelta operata da Asus di utilizzare Linux: Xandros è una buona distro, declinata poi per l’eeePc nelle due modalità d’uso Easy e Full Desktop Mode diventa fruibile non solo per chi usa un pc da anni ma anche per i bambini. La scelta di un OS Open Source è naturalmente dettata anche dalla riduzione dei costi (offri te con 299 € un pc completo e con licenza Windows :S ), ma da quanto si legge in rete questa scelta ha scatenato le fantasie più spinte di hacker provetti e collaudati, e quindi sembra essere una moda oramai comprare l’eeePc, guardare un attimo Xandros e poi rimpiazzarlo con altre distro (eeeXubuntu quotatissima), o con Windows o addirittura con OS X. Altra future vincente (se vogliamo chiamarla così, ma mi sembra che almeno per Asus lo sia) è la pressoché totale assenza di concorrenti nel mercato: ora ci si stanno buttando tutti, ma si sa che quando crei un mito è difficile scalfire il suo potere (vedi caso iPod) e chissà che un domani molto prossimo nell’immaginario collettivo ogni micro pc non venga chiamato ePc (proprio come molti chiamano un qualsiasi lettore mp3 iPod a prescindere che sia l’originale Apple). Terza e importante caratteristica fuori dal comune è, a mio avviso, l’esigenza di un eeePc da parte del mercato: ma dico, possibile che i produttori non se ne siano accorti che ne avevamo bisogno? A parte chi lo compra per sport, effettivamente fa comodo a chiunque avere un pc piccolo, bello, essenziale, usabile per le esigenze minime di connettività e produttività personale. Il tutto ovviamente non sarebbe percepito allo stesso modo se il prezzo fosse stato anche solo di 200 € in più. Ma è per questo che Asus merita secondo me il successo che sta ottenendo con questo ottimo prodotto. Per questo dico che più che Asus sembra si tratti di Apple, dato che sappiamo bene che è l’azienda di Cupertino che da qualche decennio ci ha abituato, più di tutti le altre, a metterci davanti ad oggetti unici, fruibili veramente, semplici e desiderabili da noi consumatori.

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