Ed eccolo. Se ne parlava da anni, si sapeva che qualcosa bolliva in pentola. Poi te lo sfoderano così, quando meno te lo aspetti. Ed è subito clamore, gente che si prende a cazzotti per scriverne la prima recensione. Insomma è il fenomeno Big G. Il solito, a cui ci hanno abituato quelli di Mountain View. Ma al di là dell’ennesimo software per navigare nel web, cos’è Chrome? Perché saprete che Google era da mo’ che finanziava Mozilla, che grazie a Firefox era ed è il più grande “rompi uova nel paniere” di Microsoft. E ora? Che si fa? Basta dindi a Mozilla? Tanto Google ora è automunita contro IE… no, non sarà così, almeno fino a Novembre 2011 (accordo da poco rinnovato). E in ogni caso (non che sia un problema da nulla per Mozilla) non credo verrà meno dall’oggi al domani il supporto di Google. Ma ci sono aspetti molto più interessanti di quelli sollevati dal vil denaro. Domande che tutti ci stiamo ponendo sono: Firefox che futuro potrà avere? cioè: continuerà imperturbato nella sua ascesa alla gloria (non mi passa nemmeno per la testa che FF non abbia futuro, o che sia destinato lentamente all’oblio. Balle) o Chrome, Safari, Opera e il solito IE faranno regredire le sue (sudate) quote di utilizzo tanto tenacemente raggiunte (con Chrome causa prima dei mali di FF)? Il fatto che Chrome utilizzi come motore di rendering WebKit cosa significa? che FF e il suo Gecko avranno vita più dura dei concorrenti nel progredire con lo sviluppo? Non dimentichiamo che dietro WebKit (che è anch’esso Open Source, con tutti i vantaggi del caso) ci sono aziende come Apple (che appunto lo usa per Safari) e ora anche Google. La community che sviluppa WebKit ora si amplierà ancora di più, con significativo incremento di capacità di innovazione e sviluppo, forte delle sponsorizzazioni eccellenti? Mozilla rimarrà sola? John Lilly, CEO di Mozilla rassicura. Ricorda che in fin dei conti la concorrenza, per di più se libera e leale come quella fra prodotti e “sistemi” Open può solo fare del bene. E, dice sempre Lilly, la mission di Mozilla è poi quella di rendere il web libero. Non sarà di certo un nuovo sfidante di uno dei prodotti a farli desistere dall’andare avanti a vele spiegate come al solito.
Cercando di essere razionali, come al solito per quanto mi è concesso (in quanto semplice utonto
), c’è da dire che Chrome innanzitutto non è diretto concorrente di FF. E forse di nessuno dei browser a cui siamo abituati. Sarà solo agli esordi, ma è molto stringato, essenziale. Non che sia un male, anzi è quanto di sicuro gli ingegneri di Google vogliono. E anche molti utenti (forse qui potrebbero iniziare i problemi per FF & Co). Sforzandosi con la razionalità poi, si potrebbe dire che la community dietro Mozilla è solida, partecipata e partecipativa: non verrà meno agli impegni presi. E che WebKit, anche se potrà godere di un’accelerazione nello sviluppo, nell’implementazione di funzionalità e nell’incremento della qualità, potrà solo far bene come concorrente a tutti i prodotti che non lo usano, che saranno chiamati a migliorarsi sempre di più e sempre più velocemente: i vantaggi sono tutti per noi utenti, la concorrenza lavora a nostro vantaggio.
Gli interrogativi sono tanti, e non mi vengono in mente neanche tutti… ma quello che mi affascina/preoccupa (forse stupidamente, non so) è proprio WebKit: sarà lo stato dell’arte fra i motori di rendering per i browser del futuro? azzardato a dirsi, ma i rapporti di forza che sta modificando, il supporto di aziende di primo piano di cui gode, il fatto che sia Open Source… non è che darà una mazzata a FF e a tutti, con unico vincente Microsoft, con il suo zoccolo duro di gente che usa IE perché non gli frega na mazza di FF e altri browser? La mia razionalità limitata non mi permette di spingermi oltre per ora. Ma sento che qualcosa di grosso succederà. Credo che assisteremo all’inizio di un nuovo, importante cambiamento.
Di Chrome, dei rapporti con Mozilla e del futuro di WebKit
4 Settembre, 2008 a 11:18 pm (browser, google, open source, software)
Tags: chrome, firefox, google chrome, mozilla, webkit
Apple: una politica criticabile
29 Marzo, 2008 a 1:44 pm (Apple, browser)
Tags: Apple, browser, firefox, safari
In questi giorni vi sarà capitato, come è capitato a me, di ricevere una notifica da Apple Software Update (se avete installato iTunes nel vostro pc è probabile che abbiate già confidenza con questo programmino per la gestione degli aggiornamenti dei software della mela): sono disponibili le nuove versioni di iTunes, di QuickTime e di Safari (il browser made in Cupertino). Dove sta il problema? Beh se avete letto qualche post di blog che trattano di web e tecnologia sapete già dove andrò a parare. Anzi lo stesso CEO di Mozilla, John Lilly, s’è preso la briga di dire la sua sul tema. Ma andiamo per ordine: che Apple distribuisca gli aggiornamenti con il suo Updater è cosa buona e giusta, non ci sono dubbi. Ma la cosa che ha fatto incazzare arrabbiare non poco molti utenti (anche Maccari come chi vi scrive) è la modalità con cui si è deciso di “spacciare” un software non richiesto. Aggiorno il mio iTunes, il mio QuickTime, ma che ci fa ora Safari nel mio pc? Certo, non sono obbligato a installarlo, basta un minimo di attenzione in fase di notifica degli aggiornamenti, togliere il segno di spunta alla voce relativa al browser e installare solo quello che desideriamo aggiornare. Ma è la modalità con la quale Apple ha deciso di dare una mano alla diffusione del suo software per la navigazione che ha fatto storcere il naso a molti, e a gridare alla non correttezza della pratica da parte del CEO Mozilliano. Il metodo secondo alcuni richiama infatti da vicino quello usato per la diffusione di malware, e da Apple dico io proprio non me l’aspettavo una caduta di stile. Si certo, per alcuni è non solo uno dei tanti metodi validi per proporre il proprio prodotto (propinare mi sembra il termine tecnico più adatto) ma anzi un diritto di Apple, anzi un’ottima idea, una furbata per diffondere a dovere Safari. Non so come la pensiate, ma io da Apple mi aspetto di più, è una caduta di stile non certo grave, ma questa strategia molto “push”, con un software che non hai esplicitamente richiesto che te lo ritrovi nel pc senza nemmeno accorgerti se non stai attento, è forse una piccola macchia ma che denota una scelta, una propensione per una filosofia non troppo trasparente verso il consumatore. Le grandi aziende ci hanno abituato a pressioni di tale tipo. Microsoft insegna, e pare che anche a suon di multe multi milionarie a Redmond non riescano (o non abbiano interesse) a cambiare radicalmente e a lasciare liberi i nostri nuovi pc da Media Player e da Internet Explorer. E che Apple abbia tutte le convenienze del caso a installare in quanti più sistemi possibili i suoi software è altrettanto ovvio. Rimane solo il pensiero di un utente comune che si chiede se non sia più elegante e corretto vincere sul campo, promuovendo il proprio prodotto per la sua bontà e per la forza delle idee che sottende (ogni riferimento a Firefox è puramente casuale
) più che perché me lo trovo già installato nel computer. Ma d’altronde cosa volete che siano eleganza e correttezza, business is business…
P.S.: ho pensato ancora all’argomento dopo aver scritto quanto sopra e prima di pubblicare questo post. Sono giunto alla conclusione che probabilmente la mossa di Apple è dovuta ad una delusione circa la diffusione di Safari: ve lo ricordate Steve Jobs quando alla WWDC del 2007 annunciava, tra le altre novità, Safari anche per piattaforma Windows? E vi ricordate che cosa disse? Che Safari sarebbe diventato il secondo (dopo Internet Explorer n.d.r.) browser web quanto ad utilizzatori (e molti lessero fra le righe, dai dati che Jobs proponeva, che Firefox sarebbe stato presto mandato nel dimenticatoio, grazie proprio all’ipotetico mega successo di Safari…). Attuale scenario: Firefox è al 28% di utenti in Europa (e siamo sempre di più
) mentre Safari fra gli utenti Windows non sembra fare presa (non certo quanto FF). Che lo Zio stia rosicando?




