un grande passo per il web. A quanto pare anche dalle parti di Redmond comincia ad essere chiaro che una strategia vincente, per continuare ad essere in una posizione di leadership nel campo dei browser web, è quella di offrire un prodotto che sia adeguato agli standard, e che non sia esso stesso lo standard di riferimento solo perchè sfrutta la propria posizione di potere. L’episodio a cui mi riferisco è l’uscita avvenuta qualche giorno fa della prima beta di Internet Explorer 8, che un pò a sorpresa ha portato in dote la nuova linea strategica di Big M nell’adesione agli standard del W3C per il browser più usato e conosciuto. Contrariamente a quanto già annunciato infatti, Microsoft ha optato per usare di default la modalità “Super Standards”, ovvero quella che massimizza l’adesione appunto agli standard riconosciuti ufficialmente per la navigazione in internet. Notoriamente IE era, anche nella sua settima incarnazione, il browser per antonomasia più “libertino” verso gli standard del W3C, visto che il suo vasto pubblico di utilizzatori imponeva agli sviluppatori e creatori di siti web di tenere in considerazione più la compatibilità con il prodotto di Microsoft che con gli standard de facto. Insomma era ed è ancora IE se vogliamo a farla da padrone e ad imporre il proprio peso. Ma qualcosa è cambiato nell’aria, negli ultimi anni la Browser War si è fatta forse ancora più accesa che ai tempi del conflitto fra Netscape e IE. Senza nemmeno il bisogno di citare Firefox con il suo 28% di utilizzatori in Europa (mica fuffa), oltre ad Opera (la cui percentuale di utilizzatori non pesa però moltissimo) si è aggiunto fra i competitors da un annetto anche Safari, ovvero Apple. E anche se quest’ultimo non sembra, quantomeno ancora, riscuotere grandissimo successo fra gli utenti Windows, ad ogni modo le potenze in campo sono notevoli, e Microsoft deve averci riflettuto su. IE 7 arriva dopo anni di immobilismo, e si può leggere come una risposta a quelli di Mozilla, che con i loro prodotti e la loro filosofia hanno fatto parecchi proseliti. Opera è una società che si è affermata grazie ad un ottimo prodotto, per alcuni aspetti innovativo (ha introdotto per primo se non erro la tab navigation, cioè la navigazione a schede), mentre Apple ha i suoi buoni motivi per spingere il suo browser anche fra gli utenti di Windows. Dato lo scenario, il rinnovato interesse di Microsoft per lo sviluppo di IE non sembra di certo ingiustificato. Quello che c’è di buono, anzi direi ottimo, è che la compagnia di Gates, Ballmer & Co. sembra aver smesso per una volta i panni del despota non troppo illuminato che, forte della sua forza, imponeva le proprie scelte di comodo e non si preoccupava del bene della comunità di consumatori/utenti. Forse stavolta vinciamo tutti: un web costruito non per Internet Explorer ma per qualunque browser è la condizione minima per l’espressione democratica dei contenuti che noi tutti generiamo. Che la concorrenza funzioni? Nel campo informatico, almeno lì, pare proprio di si.




