Oggi come oggi, chi si interessa di high tech lo sa bene, più che i MegaHertz contano i watt: i record di frequenza delle cpu hanno perso importanza se paragonati ai consumi che i componenti di un pc richiedono. Se guardiamo ai consumi, ponderando la loro importanza con le prestazioni, magari con le dimensioni e con le funzionalità otteniamo netbook e nettop, che di questi tempi sappiamo vanno alla grande. Via Technologies è un chip-maker molto attivo in questo senso, e da tempo mostra particolare attenzione ai consumi con le sue cpu e schede madri, e con molti altri suoi prodotti in genere. Mi sembra si possa dire che la mission dell’azienda sia molto distante da quella dei più famosi chip-maker, Intel e Amd, e Via da questo punto di vista si è ritagliata probabilmente uno spazio tutto suo, tralasciando la rincorsa alle prestazioni in favore di altri fattori “critici”. Ecco quindi che non stupisce che Via proponga Artigo, un barebone con mother board in formato Pico-Itx (che significa che la scheda madre misura appena 10×7,2 cm!), mini pc installabile volendo anche all’interno di un vano per lettori ottici in un normale desktop domestico. Questo kit contiene quasi tutto il necessario, tranne disco rigido e memoria ram, ma per il resto è un pc x86 completo e usabilissimo, con ottime doti (oltre ai consumi bassissimi: 20 watt monitor escluso). La cpu è una Via C7 funzionante ad 1 GHz, la scheda madre è invece una Epia PX-10000 con chipset Via VX700, con grafica integrata ovviamente (Via UniChrome PRO II). Sulla piccola mother board trovano posto anche le porte indispensabili quali Ethernet (rj-45), 4 Usb, 2 Ps/2, 1 Dvi e 1 Seriale. Il kit come detto non comprende però HD e Ram, per i quali ci dobbiamo arrangiare: bastano comunque un normale disco da notebook (da 2,5” Ata) e della ram DDR2 da 533 MHz nel formato SoDimm (da notebook). Artigo viene fornito in un box metallico di colore nero, non troppo sofisticato ma ad ogni modo piacevole a mio giudizio (considerando anche che può appunto finire dentro un normale desktop, e che quindi potrebbe anche non essere in vista). Composto in questo modo il kit, con il disco rigido che viene ospitato nella parte inferiore del box, sotto quindi alla scheda madre e al sistema completo, è tutto pronto per accendere il mini pc.
Artigo va alla grande sia in ambiente Windows Xp che, a maggior ragione, in ambiente Linux: è ottimo come pc secondario e svolge egregiamente le funzioni di base quali navigazione, download (anche attraverso programmi p2p), riproduzione di contenuti multimediali (non in High Definition però: la cpu non regge la sfida
). Se si sceglie una distro Linux poi il sistema viaggia alla grande, e non ci sono problemi nel riconoscimento delle periferiche che compongono il sistema, in quanto sono tutte supportate.
Insomma, è di Via a quanto pare il primo vero e proprio Nettop: consumi, dimensioni e funzionalità contenuti, ma grande usabilità, possibilità di personalizzazione (software) ed essenzialità.
Pico-Itx: la grande idea di Via
16 Agosto, 2008 a 3:32 pm (hardware, netbook & nettop, tech)
Tags: artigo, mini pc, nettop, pico-itx, via
Netbook: che errore non averci pensato prima!
22 Luglio, 2008 a 5:00 pm (netbook & nettop, tech)
Tags: netbook & nettop, nettop, asus eee pc, msi wind pc, acer aspire one
Netbook e nettop stanno (i primi) e stanno per farlo (i secondi) cambiando radicalmente le regole del mercato dei computer, almeno così come lo conosciamo da anni. Certo le cose nel settore dell’elettronica cambiano costantemente, lo sappiamo che non c’è nulla di stabile e definito. Ma la rivoluzione a cui stiamo assistendo ha decisamente qualcosa di inusuale, e la domanda che mi sorge spontanea (da aspirante markettaro
) è: ma com’è possibile che colossi del settore informatico (non serve fare nomi credo) non si siano resi conto della potenzialità del mercato di netbook e nettop? Possibile che ci sia stata una svista (leggermente macroscopica) dei markettari di ‘sti giganti del high tech che non si sono resi conto che la gente avrebbe fatto a botte, si sarebbe presa per i capelli, avrebbe dato l’assalto pur di accaparrarsi l’ultimo Eee Pc (o equivalente) del negozio o centro commerciale che sia? Trattasi di un piccolo errore nell’analisi della segmentazione del mercato? È possibile che i markettari di Intel e Amd (altri due colpevoli senza scusanti) non si siano resi conto che dovevano darci sotto producendo cpu a bassissimo consumo e non farsi trovare impreparati (si Intel ha realizzato Atom, ok, fantastico: ma si sono fatti sorprendere dalle richieste elevatissime che questo prodotto ha avuto sin da subito, senza riuscire a soddisfarle). Insomma, non è che sto qui a fare la requisitoria a nessuno, non è che sono un genio del mktg… ma il problema è che da umile, semplice consumatore qualunque il mio bisogno era latente, ma non per questo motivo inesistente. Voglio dire che non ci voleva il genio della lampada per indovinare un prodotto come l’Eee Pc, e merito ad Asus senza la quale forse oggi non avremmo ancora netbook e nettop. Asus 10 e lode e a tutti gli altri un “ci rivediamo a settembre”? Mmhhh, la battaglia è apertissima, anche perché in prodotti standardizzati come i pc di vantaggi competitivi che riesci a mantenere in eterno non ce ne sono. Apple stessa, che è Apple, deve combattere e portare avanti un suo sistema operativo, uno stile e un design tutto suo per differenziarsi, altrimenti sarebbe (almeno per il mercato desktop e notebook) solo uno dei tanti produttori. Eee Pc, Wind Pc di MSI, Aspire One di Acer ecc. non hanno molto di differente, i componenti sono circa gli stessi: e infatti quelli su all’ufficio marketing di Asus (che ne sanno un sacco) stanno lavorando sodo per differenziare il loro prodotto, ampliare la gamma, soddisfare tutti i bisogni del nuovo segmento di mercato, offrendo svariati modelli di Eee Pc (differenti per schermo o per cpu e altri componenti interni), inventandosi il nettop (variante Eee del classico desktop) e creando pure un All in One della serie “Easy to…” stile iMac.
Ne vedremo delle belle quindi, considerando che questo mercato è giovanissimo poi… Il rimpianto è solo uno: di occasioni del genere non ne capitano due volte, in mercati sovrasaturi come quello dell’informatica, dove oramai di cose da scoprire (intendo macroscopiche) non c’è ne forse più, vuoi mettere essere il markettaro che si è inventato ‘sto nuovo mondo? Mi sa che adesso il fortunello si sta godendo il suo sostanzioso aumento di stipendio da qualche parte al caldo




